Assemblea pubblica: Lucha y Siesta non si vende – 20 Dic ’17

Nonostante il freddo l’assemblea pubblica chiamata da Lucha y Siesta per ribadire un forte no all’ipotesi di vendita dello spazio di Lucha, è stata partecipatissima. Moltissimi gli interventi, tutti volti a sottolineare l’importanza e la preziosità del luogo e del percorso fatto. Uno spazio capace di dare riparo a donne in difficoltà, ma non solo. Un luogo esempio di una nuova modalità di risposta e resistenza all’incapacità delle istituzioni (tutte) di valorizzare e riconoscere chi opera per quella parte sociale che non ha tutele, che non ha diritti riconosciuti e una protezione reale.

La solidarietà è arrivata da moltissimi altri spazi, che si occupano di donne e non, anche da fuori Roma. Il percorso di Lucha y Siesta è ben conosciuto in tutta italia, essendo questo spazio romano l’unico a dare ospitalità e accoglienza a donne in difficoltà ed essere al tempo stesso laboratorio di discussione e confronto sullle tematiche di genere, offrendo corsi e iniziative culturali. Toccare lucha significa toccare tutte noi, ma non solo. Significa attaccare tutti quei luoghi, e quelle comunità che da tanti anni, a titolo volontario, danno il proprio tempo, le proprie energie, le proprie competenze per costruire isole di tutela e spazi di protezione proprio laddove nessun’altro ha le capacità, il coraggio e la responsabilità di farlo.
“Ci dovrebbero pagare loro!” Simona di Lucha y Siesta a gran voce conclude l’assemblea. Un boato si leva, le mani applaudono. E’ proprio così, la riqualificazone del luogo stesso così come le attività fatte e le centinaia di donne che in questi 10 anni di Lucha hanno trovato una casa, l’apporto della discussione cittadina e nazionale sulla questione di genere.. tutto questo vale molto più del valore dello stabile.
Lucha da lì non se ne andrà. Statene pur certi!
(e noi saremo al loro fianco!)
#luchanonsivende

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