13 March 2019  /  La discoteca del diavolo

L’anno in corso è particolarmente impegnativo per il sistema nervoso di Tiedbelly. Tra sfratti, trasferimenti in nuove sedi (e per fortuna!), vicende personali dal risvolto pubblico (Tiedbelly sta per uscire con il suo primo disco ufficiale e ha collaborato al disco di prossima uscita di Path) – oltre a quella zona d’ombra che è la vita personale e che trapela a tratti dalla narrazione radiofonica del nostro – cercare di orientarsi e mantenere la “barra dritta” può diventare un’impresa. Per questo, la proposta musicale di questa settimana, esprime la necessità di tenere il piede su un sentiero sicuro e che sia di conforto per lui e per voi. Niente di più facile, dunque, che tornare al Blues nella sua più classica delle accezioni, senza divagare o forzare su suoni, che solo le artigianali forzature di Tiedbelly riescono a far rientrare sotto l’ampio cappello di “Musica del diavolo”. Ripercorrendo gli oramai noti ambienti dell’archivio del satanasso, Tiedbelly fa il suo ritorno nel settore “Classica” della discoteca del diavolo per mettere insieme una scaletta di personaggi spesso di secondo ordine – o di primo ma soltanto per breve tempo –  e mettere a disposizione di tutti un po’ di quelle storie che incrociano altre storie mentre tutte insieme inseguono la musica come mestiere e insieme come arte. In ragione di ciò invece di presentare i soliti pesi massimi del Blues, questa sera Tiedbelly, in un excursus di un buon cinquantennio, in termini temporali, mette a vostra disposizione le incisioni di musicisti il cui contributo e la cui influenza sui musicisti che hanno preceduto, non è stata quasi mai celebrata con l’opportuno riconoscimento. Figure dai natali spesso tardo-ottocenteschi come Emmett Miller o Will Ezell, influenti sui più noti Hank Williams o Bob Willis, ad esempio; oppure Willie Love & Three Aces, Baby Boy Warren, Blind John Davis dietro i cui nomi si cela un curriculum che può menzionare figure della grandezza di Elmore James, Sonny Boy Williamson II e Sonny Boy Williamson I, Tampa Red o Lonnie Johnson. E mentre suona questa accolita di preziosi e importanti “Comprimari” scatta come un senso di identificazione e fratellanza e, dopo, il senso profondo del farveli ascoltare: il ripristino di una giustizia spesso a loro negata dalla sfiga, la morte o la memoria corta.

  1. Archie Edwards – One thin dime Blues
  2. Baby Boy Warren – Don’t want no skinny woman
  3. Arther Gunter – Blues after hours
  4. Blind John Davis – Moanin’ the blues
  5. Curtis Jones – Love valley Blues
  6. Willie Love and his Three Aces – Shady lane Blues
  7. Eddie Boyd – Letter missin’ Blues
  8. Charlie Spand – In the barrel Blues
  9. Will Day – Central avenue Blues
  10. Emmett Miller- The ghost of the St. Louis Blues
  11. Will Ezell – Black bordered letter
  12. McCoy Brothers – Don’t need no doctor when I come to die
  13. Blind Percy and his Blind Band – Coal river Blues
  14. Texas Alexander – Easy rider Blues
  15. Willie Reed – Texas Blues
  16. Jimmy “Duck” Holmes – Hard time killing floor Blues
  17. Silas Hogan – Lonesome la la
  18. Tommy McClennan – Blues trip me this morning
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