Presentazione “Salario sociale di classe” di Gianfranco Pala


Presentazione “Salario sociale di classe” di Gianfranco Pala con Carla Filosa

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“Un uomo che suda sempre non può pensare bene” – Larry McMurty, Lonesome Dove

Sabato 17 marzo, in compagnia di un bicchiere di vino (ma anche due), Carla Filosa e il collettivo dell’Associazione Marxista Contraddizione sono stati i protagonisti di una fruttuosa chiacchierata nella libreria Il Giardino del Mago per parlare di salario sociale, capitale e valore del lavoro.

La pianificata vanificazione dei diritti sociali acquisiti nei tempi passati, e la loro sostituzione con “nuovi” diritti individuali, ha tolto alle classi subalterne la capacità di lotta? I mutamenti veloci del “nemico di classe”, le aste al ribasso del valore della forza-lavoro e la questione del linguaggio come schermo mistificatorio intervengono a potenziare il distacco del lavoratore – precario, sottopagato, sfruttato – dal reale.

La diminuzione progressiva fino all’annullamento dei diritti dei lavoratori, nelle aree del mondo in cui lotte storiche ne avevano determinato la conquista, indica chiaramente come la possibilità di lavorare sia ora un ricatto sull’impiego reso precario e alienabile in qualsiasi momento.

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Il libro “Propriamente salario sociale di classe. Critica delle mistificazioni del valore della forza-lavoro”, di Gianfranco Pala con la collaborazione dell’Associazione Marxista Contraddizione (per i tipi de La città del sole), cerca di essere un’analisi della realtà odierna per accumulare forze consapevoli nella direzione di una riaggregazione di classe dei lavoratori; classe che ora sembra essere disorientata dalla mistificazione comunicativa di massa e dalla percezione falsata del sistema-lavoro.

Ma cos’è il salario sociale di classe? La riposta alle domande che il volume suggerisce saranno auspicabilmente trovate in un futuro non troppo lontano; sulla spinta attuale di questioni ampiamente dibattute come il reddito di base (e non di “cittadinanza”, come redistribuzione fiscale violenta e classista) che sia universale, individuale e incondizionato.

“Il diritto a vivere non si mendica, si prende”, diceva Alexandre Marius Jacob nel marzo del 1905.

Giorgia Sallusti, Il Giardino del Mago.

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