DAFT PUNK HOMEWORK (20-01-1997)

Ventidue anni  sono oggettivamente un lunghissimo arco di tempo a livello cronologico; figuriamoci nell’ambito della musica dove tutto corre ad altissima velocità, o meglio correva: era il 20 Gennaio 1997 quando i Daft Punk dalla Francia esordivano su disco con Homework, primo di tanti grandi successi negli anni a venire.

Grande successo di critica e di pubblico, l’album è oggi considerato come la prima testimonianza del genere french house, ovvero una variante della house prodotta in Francia con influenze (dichiarate a partire dai campionamenti, o esclusivamente a livello di ispirazione) tratte dalla grande disco americana di fine anni ’70 e dal funk coevo anche europeo: non dimentichiamo che, all’epoca, molti musicisti francesi riuscirono ad affermarsi anche sul mercato dance americano.

Basti pensare a nomi famosissimi come Cerrone, il papà della disco made in France, come anche ad act minori ma interessantissimi e amati dai DJ di tutto il mondo come i Black, White & Co, Serge Ponsar e tanti altri.

Il duo composto da Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo a quanto pare non aveva intenzione di realizzare un album, ma la vena ispiratrice aveva portato alla creazione di un tale numero di brani che solo un LP avrebbe potuto contenerli tutti.

Fin dal primo ascolto si fanno apprezzare brani come Revolution 909 (un gioco di parole su Revolution 9 dei Beatles.

Qui il 909 sta per la celebre drum machine Roland TR-909, marchio di fabbrica delle sonorità house sin dal 1984, anno nel quale la drum machine fu messa per la prima volta in commercio, traccia tanto ripetitiva quanto ipnotica e accattivante, e nelle intenzioni degli autori una denuncia nei confronti del governo francese, ostile all’apertura prolungata delle discoteche e che perseguitava gli ideatori dei rave come fossero pericolosi criminali.

Subito dopo ecco Da Funk, uno dei brani più famosi, influenzato dalle linee di basso degli Chic, gruppo che il duo francese non ha mai fatto mistero di ammirare e con il quale collaborerà nel 2013 per il successo planetario Get Lucky.

 

O meglio, con l’unico membro superstite della grande funk band newyorkese, il grandissimo chitarrista Nile Rodgers, forse uno dei più influenti e bravi chitarristi di sempre.

Tra i brani da citare assolutamente non va dimenticato Around The World, primo vero inno dance del duo arricchito da un originale videoclip a firma Michel Gondry che monopolizzò i palinsesti di MTV negli anni a venire.

Anche in questo caso l’influenza Chic la fa da padrone, mischiata a sonorità acid techno e all’uso dell’effetto filter ed echo, veri e propri marchi di fabbrica non solo dei Daft Punk ma anche della house transalpina che sarebbe venuta in seguito come  i Cassius.

Dal punto di vista critico-retrospettivo, l’album non ha l’unità concettuale del successivo Discovery (2001), considerato all’unanimità dalla critica (e anche da chi scrive) come il loro miglior album, nonché come uno dei migliori dischi di sempre.

 

Tuttavia Homework rimane, anche ventidue anni dopo, un album assolutamente notevole non solo per essere stato apripista di un’importantissima corrente dance come la french house ma come uno degli album migliori degli anni Novanta, influente per una nuova generazione di DJ/producers di tutto il mondo che continuano a giocare con campionamenti e suoni elettronici bizzarri solo per amore della Musica con la M maiuscola.

Simone Spitoni

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