Roma è disseminata di targhe. Ognuna nasconde una storia, una vita.

Accanto alla pulsantiera del citofono di un palazzo di Garbatella, uno dei quattro cosiddetti alberghi suburbani costruiti negli anni ’20 del secolo scorso, una targa color oro omaggia Alberto Pallone. Musicista, antifascista, emigrato negli Stati Uniti, Alberto farà parte delle Brigate internazionali durante la guerra civile spagnola, sarà recluso tre anni nei campi di lavoro francesi, costretto a un anno di confino a Ventotene (insieme, tra l’altro, a Sandro Pertini) e infine trascorrerà l’ultimo capitolo della sua vita rocambolesca a Garbatella, dedicandosi sempre alla musica e alla politica.

Marzia Coronati ha ricostruito per #Fuoriporta, lo speciale di #Sveja della domenica, la vita di Alberto grazie alle testimonianze raccolte dalla vicina di casa Daniela Ricci, la nipote Maria Pallone, il ricercatore Lorenzo Teodonio, l’assessora alle politiche culturali e il presidente del Municipio VIII Maya Vetri e Amedeo Ciaccheri.
Le letture delle lettere di Alberto sono di Carmen Iovine.
Si ringrazia La Villetta di Garbatella e la banda della Scuola popolare di musica di Testaccio.

Buon ascolto, buona domenica e a domani con Alessandro Coltrè!