A chi spettò detenere “La parola”? Chi ne è l’amministratore? Nell’eterna lotta tra bene e male, spesso le parole hanno assunto una posizione rilevante; attraverso le parole è stato possibile convincere, convertire, sobillare, insinuare il dubbio o condurre alla disperazione; tuttavia il detentore ufficiale della “Parola”, il diavolo, non lo è mai stato. E se della parola si è avvalso in determinate occasioni, beh, si vede che era possibile farlo. Vero è anche che al diavolo non sono mai servite parole per portare acqua al suo mulino.
Diligentemente ha imparato ad avvalersi di linguaggi non verbali come, nel nostro caso, il linguaggio dei suoni: per questo motivo la puntata III de “La Discoteca del Diavolo” è composta interamente da brani strumentali. Partendo, come al solito, da suoni di matrice black faremo un lungo ed esotico excursus attraversando suoni e luoghi, figure marginali, geni incompresi e compositori acclamati senza cantare una sola parola. Il diavolo non dipende dalle parole.

Spike Jones – Red wing
Scott Bradley – Downbeat bear
Raymond Scott – Powerhouse
Speedy West & Jimmy Bryant – Stratosphere Boogie
Bernard Herrmann – Prelude (Psycho o.s.t.)
Trevor Jones – Johnny Favourite (Angel Heart o.s.t.; featuring Courtney Pine:sax)
Angelo Badalamenti – Dance of the dream man (Twin Peaks o.s.t.)
Harry Choates – Devil in the bayou
Henry Flynt – Double spindizzy
Dr John – Danse kalimba ba doom
Mongo Santamaria – Mongo’s Boogaloo
Ray Barreto – Deeper shade of soul
Mulatu Astatke – Yegellè tezeta
Getachew Mekuria – Akale Wubè
Maceo Parker – Southwick
Quincy Jones – (Theme from) Anderson Tapes
Art Ensemble of Chicago – Theme de Yoyo