La resistenza continua contro tutte le guerre, le invasioni, le colonizzazioni, i fascismi e il patriarcato

Celebriamo la liberazione dal nazifascismo, dalle guerre e dal patriarcato e ricordiamo tutte le persone che hanno lottato, lottano e resistono.

C’è un filo rosso che lega la storia dell’antifascismo alla lotta per la pace e la libertà, alle lotte sociali. E c’è anche un filo fucsia che lo lega alla lotta contro il patriarcato. Sì perché durante le guerre, il fascismo, il nazismo, l’accusa peggiore era quella di essere donne non conformi agli stereotipi di genere. I fascisti erano soliti definirlə arpie, streghe, megere, prostitute e lesbiche. Il triangolo nero era assegnato nei campi di concentramento alle persone definite asociali ritenutə un pericolo per i valori sociali della famiglia (persone trans, lesbiche, gay, sinti, rom, lavoratorə del sesso….).

Il patriarcato non è ancora morto con il fascismo e non a caso si è cercato immediatamente di ricacciare nei ruoli di madre, mogli, amanti e delegate al lavoro di cura e sacrificio le donne tutte incluse quelle che avevano combattuto con ruoli determinanti nelle file partigiane e riportare nei binari delle norme di genere e sesso tutte le persone.

IL FASCISMO È UNA PRATICA CHE NON È MORTA E LA RESISTENZA CONTINUA

Una guerra che ci viene proposta e propagandata con una retorica appiattita e interventista, e che, come ogni guerra, rifiutiamo. Ma contro tutto questo si va articolando una nuova forma di resistenza, una risposta che passa attraverso l’autogestione, la costruzione di alternative dal basso, la la messa in pratica di attività solidali, l’occupazione e la rigenerazione di spazi, la lotta per la casa nelle occupazioni abitative, i progetti di sport popolare diffusi, nei mercati di prossimità, nei negozi gratis,nelle consultorie autogestite, gli sportelli di ascolto, le case rifugio, i porti dove chi lavora ferma l’invio di armi, le lotte studentesche, antirazziste, antiabiliste e contro ogni discriminazione. Oggi la resistenza passa da qui come ci insegna l’esperienza di Berta che sta praticando transfemminismo, antispecismo, ecologismo e “nomadismo”.

Purtroppo il revisionismo storico e la lettura in senso antipartigiano e anticomunista della storia ha profondamente segnato questo Paese e le sue istituzioni. E questo ha permesso di decontestualizzare la resistenza che è stata lotta al nazifascismo ma anche lotta per una società fondata sulla giustizia sociale, senza padroni e sfruttamento, per la solidarietà e la pace tra i popoli… Questi sono i valori che hanno ispirato la lotta partigiana e la costituzione che da questa è nata…. L’articolo 11 della Costituzione nata dalla Resistenza sancisce il rifiuto della guerra, eppure i governi hanno sempre fatto spregio della costituzione e hanno portato avanti e continuano a portare avanti le guerre imperialiste grazie all’industria bellica.

È questa la forza che si è espressa oggi 25 aprile per le strade dei quartieri di Roma.

Il 25 aprile a Centocelle è iniziato con il presidio presso il parco contro la base militare Covi inserita all’interno di uno dei quartieri più densamente popolati di Roma. Presenti le organizzazioni che stanno portando avanti l’opposizione alla guerra, alla Nato e al ricorso alle armi, come è avvenuto durante la manifestazione a Cinecittà del 19 marzo e i banchetti di raccolta firme per chiedere che escano le basi militari dai nostri quartieri.

Riascolta i contributi audio dalle manifestazioni di Roma. Una giornata di lotta che attraverso i valori della resistenza di cui si fanno depositarie le organizzazioni politiche e le realtà sociali presenti oggi a Porta San Paolo nel corteo organizzato dall’ANPI e a Centocelle e che si oppone alla deriva guerrafondaia in cui il nostro governo ci ha trascinato.



Eleonora Forenza


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A cura di  Gabriella , Sara e Mari

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