JOHN HOLT

Nato a Kingston l’11 luglio 1947, come tanti ha mosso i primi passi nel mondo della musica attraverso il circuito dei talent show inizialmente trasmessi in diretta radiofonica o in televisione.

Dopo molti tentativi, nel 1962 riuscì a vincere ma il vero successo arriverà solo nel ‘64 quando si unì al gruppo vocale The Paragons. Un successo clamoroso che nel giro di pochi anni lanciò anche la sua carriera da solista coi migliori produttori dell’epoca come Duke Reid, Prince Buster, Harrie Mudie o Bunny Lee.

I suoi pezzi cominciano a essere esportati anche in Europa grazie all’etichetta Trojan ma anche lui nel tempo cadde nell’eccesso produttivo seguendo la “logica dei cospiratori” che, a discapito della qualità, volevano stampare un’enorme quantità di dischi vocali per mettere in difficoltà i dj che avevano conquistato il mercato.

Anche per questo motivo la sua reputazione e il suo ricordo risultano in qualche modo danneggiati, ma ciò non toglie che sia stato uno dei cantanti più dolci e longevi della Giamaica, autore di così tanti classici del paese che, in un certo senso, si può dire che abbia definito il sound dell’isola e che ci lasciava nell’ottobre del 2014.

Lo ricordiamo con il Coffee Killah di questa settimana: una mezzora di “best of” selezionata da Mr Green outta Roots Addiction Sound System e interamente dedicata a John Holt.