C’è Porcah per te 2.07 – 2 giugno, Sex Work e Orgoglio dal basso
Ciao creature splendide, bentornate a C’è Porcah per te, lo spazio dove le lotte si intrecciano ai desideri, dove le parole fanno rumore e l’amore si trasforma in rabbia politica.
Oggi vi parlo con il cuore pesante ma anche con il fuoco dentro. Voglio raccontarvi cosa è successo il 2 giugno a Venezia, in occasione della Giornata Internazionale per i diritti delle persone che svolgono un lavoro sessuale.
Una giornata che affonda le sue radici nel 1975, quando un gruppo di lavoratrici del sesso occupò la chiesa di Sant-Nizier a Lione per denunciare la violenza della polizia e l’ipocrisia della società. Una rivolta femminista, potente, disobbediente. Una scintilla rossa, come il simbolo che portiamo ancora oggi.
Ho iniziato questa puntata pensando a Maria Denisa uccisa a Prato pochi giorni fa, uccisa da Vasile Frumuzache, reo confesso di un altro femmi/puttanocidio, quello di Ana Maria Andrei l’anno scorso. Non possiamo più restare in silenzio.
È per loro, e per tuttə quellə che ogni giorno vengono invisibilizzatə, sfruttatə, criminalizzatə, che dobbiamo continuare a lottare. Non c’è giustizia senza diritti. Non c’è amore senza autodeterminazione.
Siamo a giugno, il mese del Pride. Un mese che per noi non è arcobaleni da vetrina, ma è sangue, memoria, corpi vivi che resistono. È un mese in cui il Pride dev’essere dal basso, radicale, transfemminista, intersezionale. Un Pride che non dimentica, che non si vende, che non si piega.
Ed è proprio per questo che voglio dirlo forte e chiaro: No Pride in Genocide. Non c’è orgoglio possibile se è complice del genocidio in Palestina. Nessuna libertà è vera se non include la libertà del popolo palestinese, che da mesi resiste sotto le bombe, sotto l’occupazione, nella totale disumanizzazione. Il nostro orgoglio è con chi lotta per la vita, per la terra, per la libertà.
Perché la liberazione non è mai parziale. O siamo liberə tuttə o non lo è nessunə.
E mentre marciamo, dobbiamo anche votare. Sì, votare al referendum, perché anche quello è uno strumento di lotta. Non ci illudiamo, non è tutto, ma è un modo per far sentire la nostra voce anche nelle urne. Perché anche lì dobbiamo esserci, e prenderci spazio.
Questa puntata è fatta di rabbia, di amore, di memoria e di futuro. Perché il futuro lo costruiamo noi, ogni giorno, a partire da chi viene sistematicamente esclusə. Da chi, come le sex worker, porta avanti una battaglia scomoda ma necessaria. E allora ascoltatemi, parliamone, gridiamolo insieme.
Perché se non lo facciamo noi, chi lo farà per noi?

C’è Porcah per te 2.07 del 07/06/2025 – 2 giugno, Sex Work e Orgoglio dal basso
Brani musicali:
- Fils de joie – Stromae
- Figlie della tempesta – LA NINA
- Edith Piaf – Non je ne regrette rien
Copertina e interno: foto di cortesia di Porcah Ontas