8 November 2025  /  BARBARA, ESME, IRENE, MARI

Mobilitazione nazionale a Roma per la giustizia climatica e sociale per chiedere alla COP 30, un impegno concreto per la transizione ecologica e la decarbonizzazione dell’economia mondiale

Oggi, 8 novembre, è la giornata dell’ Intersex Day of Remembrance o Intersex Solidarity Day, definizioni che come il TDOR del 20 novembre sono state risignificate dalla comunità intersex come giornate di lotta contro la mutilazione genitale imposta e che nel nostro paese è ancora reato e la discriminazione, la marginalizzazione e l’invisibilizzazione al servizio del mantenimento di quell’ideale binario su cui si fonda il nostro sistema. Questa data coincide con la nascita di Herculine Barbin, una persona intersex francese, suicidata nel 1856 da una diagnosi di maschilità che le impone di cambiare nome. Ci ha lasciato un libro dal titolo memorie di un’ermafrodita che testimonia quella che lei stessa definisce una pratica da inquisizione. L’8 novembre conclude le due settimane di consapevolezza intersex che iniziate il 26 ottobre.

Facciamo quindi il nostro doveroso passo indietro e ascoltiamo l’intervento di Esme

E del CLIMATE PRIDE parliamo in questa puntata di TRANSfemmINonda con Irene.

L’appuntamento è per sabato 15 novembre ore 14.00 a Roma in Piazzale Aldo Moro per la seconda edizione del Climate Pride, la manifestazione nazionale che porta in piazza la necessità di giustizia climatica e sociale, ma anche di scelte politiche coraggiose.

Dal counicato stampa del CLIMATE PRIDE l

“Da Roma a Belém, il grido per il pianeta si fa più forte. L’evento si inserisce nel calendario delle mobilitazioni internazionali legate alla COP30, la trentesima conferenza delle parti organizzata dalle Nazioni Unite in Brasile, e punta a rilanciare il dibattito su clima, biodiversità e transizione ecologica giusta.

Oltre settanta associazioni, movimenti e collettivi parteciperanno alla street parade colorata, piena di performance artistiche, maschere e musica, che attraverserà le vie della Capitale, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori politici sull’urgenza di abbandonare un modello di sviluppo fossile ed estrattivista, responsabile di crisi climatiche, guerre e disuguaglianze. La mobilitazione si configura come una celebrazione della resilienza della natura e delle comunità che si battono per un futuro sostenibile, attraverso simboli e rappresentazioni della vita multispecie, delle energie rinnovabili e della possibilità di uno stile di vita compatibile con il pianeta.

… L’attuale equilibrio geopolitico è caratterizzato da una drammatica interconnessione tra crisi climatiche, conflitti globali e ingiustizie sociali. Il modello economico basato sull’estrazione e sull’uso dei combustibili fossili alimenta disuguaglianze, guerre e devastazione ambientale. Il riarmo e l’industria fossile rappresentano due facce della stessa dinamica estrattivista e coloniale, finalizzata a proteggere profitti privati a discapito di popoli, territori e ecosistemi. I conflitti in corso, dal genocidio in Palestina alle guerre legate al controllo delle risorse naturali, sono strettamente connessi alla dipendenza globale da gas, carbone e petrolio, e gran parte delle spese militari viene destinata alla protezione di progetti di estrazione delle multinazionali.

Il Climate Pride si pone inoltre come richiamo alla pace e alla difesa dei diritti umani, delle popolazioni originarie, delle lavoratrici e dei lavoratori, e richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire libertà di protesta e contrastare la criminalizzazione del dissenso. L’evento evidenzia come la tutela della salute, la giustizia climatica e il benessere sociale siano interconnessi, richiedendo politiche di responsabilità nei confronti di chi inquina e strategie di bonifica e riconversione dei territori contaminati.

Il Climate Pride costituisce una manifestazione simbolica e concreta del bisogno di un cambiamento radicale, equo e sostenibile, con un approccio intersezionale, transfemminista e anticoloniale.”

Tantissime le adesioni

TRANSfemmINonda 7.05 del 08/11/2025 – IL CLIMATE PRIDE TORNA IN PIAZZA

Brani musicali:

  1. You cannot erase us …. Raven Dracali

  2. D Kae Tempest – Europe is Lost

  3. Noname – Rainforest

  4. The Halluci Nation – R.E.D. Ft. Yasiin Bey, Narcy & Black Bear

  5. ANOHNI – 4 Degrees

Immagine di copertina cortesia del CLIMATE PRIDE