Settimana della Scientist Rebellion: Azioni di Extinction Rebellion alla raffineria ENI di Porto Marghera, all’Università La Sapienza di Roma,  alla Regione Piemonte a Torino, a Madrid, Berlino, Rwanda, e molti altri luoghi a livello globale

Il 4 aprile scorso è stata pubblicata la versione finale del Rapporto IPCC che lancia un avvertimento definitivo per l’umanità e descrive il quadro catastrofico attuale e il collasso sociale e ecoclimatico cui l’inazione ci condurrà inesorabilmente: un allarme rosso gridato a gran voce e come sempre inascoltato. Per questo nella settimana dal 4 al 9 aprile si è svolta la mobilitazione globale lanciata da Scientist Rebellion con oltre 1000 scienziatə, studentə, ricercatorə, dottorandə, docentə universitarə impegnatə in 26 paesi nei 5 continenti per agire e innescare “la più grande campagna di disobbedienza civile mai realizzata da scienziatə”.

Scientist Rebellion Italia chiede che la crisi venga affrontata dal mondo politico per quello che realmente è: un’emergenza senza precedenti. Chiede che il governo italiano investa le somme indispensabili per terminare il processo di decarbonizzazione ora e che si stanzino i fondi per l’adattamento agli inevitabili sconvolgimenti ambientali e sociali che colpiranno il nostro Paese. È tempo che chi è stato eletto prenda sul serio la gravità dei fatti riportati dalla comunità scientifica e metta in campo tutte le misure necessarie per frenare la crisi climatica ed ecologica. I gas climalteranti in atmosfera continuano ad aumentare esponenzialmente e la temperatura media globale di conseguenza.

Il quadro non è più sostenibile. Agire ORA è irrinunciabile.

Extinction Rebellion Italia e Scientist Rebellion chiedono che la voce della scienza sia ascoltata per contrastare la crisi climatica e condannano gli accordi dell’università con Eni e Leonardo S.p.A.

🔬“Da decenni gli scienziati comunicano la gravità della crisi climatica con report e studi scientifici, a cosa serve se i governi non li prendono in considerazione? Se non vengono prese misure effettive e vincolanti per ridurre gli effetti disastrosi del riscaldamento globale?

🎓 Il mondo accademico entra in azione per mostrare quanto seriamente vada presa l’allerta che esso stesso ha dato e per denunciare la collaborazione dell’università con aziende che inquinano e devastano i territori.

💸 Sfruttando i fondi del PNRR (30 mln di euro) e le tasse universitarie (11,2 mln di euro), la Sapienza stipula contratti di ricerca e di dottorato con aziende come Eni e Leonardo S.p.A. La prima è una delle 100 aziende responsabili del 71% delle emissioni di gas serra globali, i suoi vertici sono travolti da scandali per corruzione internazionale in Nigeria e smaltimento illecito di rifiuti in Basilicata.

Leonardo S.p.A. invece produce armamenti militari, contribuendo all’escalation militare in Ucraina e altrove, alla devastazione ambientale e alla sofferenza di milioni di persone. Guerra, conflitti e crisi climatica si alimentano a vicenda.

🔬 In nome di una ricerca libera e finalizzata allo studio delle soluzioni migliori per la crisi climatica e per aumentare il benessere delle persone, condanniamo questi accordi e invitiamo tutta la comunità universitaria a prendere posizione.

Il 6 aprile 2022 Extinction Rebellion ha sostenuto la settimana di Scientist Rebellion con azioni di disobbedienza civile che qui vi raccontiamo attraverso gli audio che abbiamo raccolto .

A Porto Marghera, 6 ribellə si sono incatenatə ai cancelli della raffineria ENI per chiedere un incontro pubblico al colosso del fossile durante il quale discutere dei loro piani strategici sulla decarbonizzazione. Con l’azione si chiede anche ai dipendenti di scioperare e solidarizzare per un futuro libero dai fossili.

audio di Lorenzo Masini, 25 anni, studente di biotecnologie Vegetali a Torino, attivista di Scientist Rebellion da Porto Marghera

A Roma, 4 ribellə si sono incatenatə ai cancelli di accesso della Sapienza a P.le Aldo Moro per denunciare gli accordi di ateneo con i colossi del fossile e bellico: ENI e Leonardo SpA. Intervenute la polizia, ha rotte le catene che legavano i ribelli con un frullino per poi portare tuttə in caserma.  Altrə ribellə presentə sono statə identificatə tuttə e denunciatə per manifestazione non autorizzata, art. 18 del TULPS

audio testimonianza di Viola Del Vescovo, studentə di Lettere, attivistə di XR Roma

A Torino i ribelli hanno incollato l’ultimo report delle Nazioni Unite, uscito il 4 aprile u.s., su tutte le vetrate della Regione Piemonte, la cui Giunta Regionale ha votato un ordine del giorno che propone “centrali nucleari di ultima generazione, fissione nucleare, filiera dell’idrogeno, la costruzione di nuovi termovalorizzatori e l’aumento delle estrazioni nei giacimenti di gas nazionali”

qui segue audio di Lorenzo sull’azione a Torino

 

Ci sono state molte azioni anche a livello globale

ascoltiamone alcune dal racconto di Lorenzo

e qui la testimonianza di Angelo da Madrid

 

Nei prossimi giorni si terranno ulteriori azioni di disobbedienza civile, in Italia e nel mondo, per denunciare l’immobilismo del mondo politico e industriale nei confronti dell’emergenza climatica ed ecologica.

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A cura di Mari

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