Quando trovi di fronte ad un disco inciso da Lee Scratch Perry durante gli anni 70 lo capisci subito. 

Articolo di Mario “Dread” Conte

Sia che si parli del periodo in cui affittava gli studi di Duke Reid o Coxsone, sia che si tratti di registrazioni provenienti dal mitico Black Ark Studio.

Anzi, è noto che quei pochi anni che precedettero “il grande fuoco” del 1979 vederono venire alla luce episodi irripetibili della musica Reggae.

Una di queste mitologiche produzioni, da poco ristampate su sette pollici da Reggae Fever assieme alla Black Art Label (l’etichetta di Lee ora portata avanti dal figlio Omar), è “Back Biting” di Winston Heywood & The Hombres.

Ci troviamo nel 1976, uno degli anni d’oro di Lee, lo stesso in cui vedranno la luce lavori del calibro di “SUPER APE“; periodo in cui la combinazione di povertà di mezzi mixata alla sua folle genialità, base dell’upsetting sound, è all’apogeo.

Sound ossimoro ed inimitabile, tanto saturo quanto rarefatto, primigena intuizione di un futuro Dub che ritroviamo al 100% in ambo i lati di questo disco; dall’intro proto caraibica con una laida chitarra scordata, al giro di basso post rocksteady fino al cantato acuto…in tutti i sensi…

BIOESSENZIALE DI WINSTON HEYWOOD: Aveva iniziato la sua carriera discografica nel 1971 autoproducendo alcuni singoli e collaborando con il produttore Fud Christian col quale aveva sfornato l’hit “I never fall in love again”. La sua band, chiamata dapprima “The Soul Hombres” e poi semplicemente “The Hombres” includeva anche futuri membri dei Meditations. Registrò tre brani nel 1976 per Lee Perry: Long Long Time, Africa e Back Biting, appunto.

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