Siamo stati in Val di Susa al Festival Alta Felicità che si è tenuto sul pratone di Venaus da giovedì 27 a domenica 30 luglio. Il campeggio, i concerti e i dibattiti si sono svolti sul terreno riconquistato dal movimento No Tav l’8 dicembre del 2005.

Dal canto nostro, siamo giunti al festival in delegazione da Roma e da Genova giovedì all’ora di pranzo. Lì abbiamo incontrato i compagni di Radio No Tav sentiti telefonicamente nei giorni precedenti. Giusto il tempo di qualche stretta di mano e due chiacchiere di circostanza per poi mettersi al lavoro!

La differenza dallo scorso anno salta subito all’occhio: l’area campeggio è stata estesa notevolmente, così come è stata ampliata l’area del festival. Il second stage (vicino al quale eravamo posizionati) è più grosso. E’ stato aggiunto un tendone per l’area jazz, dove dopo la fine del concerto principale, ogni notte andava in scena un after-show fino all’alba. Per quanto riguarda l’area ristoro, l’affollamento, o meglio la densità di banchetti che davano da mangiare e da bere era molto alta. Un agglomerato di griglie, panini, arrosticini, la porchetta dalle zone terremotate, la sangria e la frutta, il vino dei NPA (Nucleo Pintoni Attivi) e molto altro.

In tutto questo tripudio di emozioni, desideri, fame e sete a supporto del movimento contro l’alta velocità, non si smetteva mai di salutarsi, confrontarsi, molte chiacchiere, strette di mano e pacche sulle spalle con compagne e compagni da tutta Italia, ma non solo. I No Tav sono ormai una grossa comunità che è in grado di mettere in piedi un festival del tutto gratuito… la felicità ci ha dato un po’ alla testa, immersi in una piacevole confusione – colpevole anche la voglia di stare svegli fino all’alba, dormire poche ore e poi alle 10.30 di nuovo allo stand – questo è il parzialissimo lavoro che siamo riusciti a fare: buon ascolto!

 

Giorno 1 – Giovedì 27 luglio

Arriviamo che sta per cominciare la trasmissione settimanale di Radio NoTav, che va in diretta su Radio Black Out il giovedì dalle 13 alle 14.30… montiamo e streammiamo!

Sul second-stage invece si sono esibiti alcuni artisti, tra cui siamo riusciti a intervistare Sabrina Pallini and The Dots:

e Vito Miccolis:

 

Giorno 2 – Venerdì 28 luglio

Edoardo, valligiano, musicista e tecnico, nonché uno dei responsabili del second-stage, ci prende in simpatia. Molte chiacchiere e poi ci manda alcuni gruppi appena finiscono lo show. Tra loro il Cattivo maestro:

Mentre, una volta lasciato il second-stage per l’arena principale, il buon Edoardo ci manda la simpaticissima band romana, tra le migliori scoperte di questo festival, a nostro modesto parere… i Kutso! Ma attenzione, prima di ascoltare l’intervista, fate una riflessione fono-linguistica e decidete secondo voi qual è la maniera corretta di pronunciare il nome della formazione, noi abbiamo già scelto:

Altra band che è piaciuta particolarmente sono gli Aldo, chissà che non trovino posto poi nella prossima stagione di Parco indipendente, intanto una prima intervista per conoscersi è già stata fatta:

Tra un gruppo e l’altro però, troviamo il tempo di fare due chiacchiere anche con Sandro Moiso (redattore di Carmilla online) e con Serge Quadruppani (scrittore noir francese, ma non si dica che è pure un traduttore!)… con loro, sempre in sinergia con Radio NoTav, abbiamo affrontato temi un po’ più letterari e del come si può portare un contributo culturale e dal basso a una lotta popolare, ognuno con i propri mezzi:

In avvio di serata c’è ancora il tempo di registrate un dibattito dal titolo: Conversazioni tra un meteorologo, un antropologo e uno storico: Luca Mercalli con “Il mio orto tra cielo e terra” (Aboca ed.); Marco Aime con “Fuori dal tunnel – Viaggio antropologico nella Valle di Susa” ( Meltemi ed.); Giuseppe Sergi con “Le soglie del medioevo” (Donzelli editore). Coordina Simone Franchino:

 

Giorno 3 – Sabato 29 luglio

Metà delegazione è tornata notte tempo a Roma e per Radio Sonar resto solo, ma ormai la squadra è rodata e con Radio No Tav si lavora, si ride e si scherza… stiamo già immaginando la nostra postazione al Festival alta felicità del 2018! Il terzo giorno inoltre è quello che verrà ricordato come quello del grande diluvio, tant’è che abbiamo dovuto smontare e coprire parzialmente la postazione, sotto alla quale decine di No Tav hanno trovato un umido rifugio…

Prima della pioggia abbiamo fatto a tempo ad intervistare il cantante della Macabra Moka:

e i VerdeGialluRussu, raggamuffin del Sud:

Dopo il temporale (c’era chi diceva fosse passeggero perché sul Monviso aveva già spaccato il cielo…) ci siamo resi conto di aver bucato un appuntamento importante il giorno precedente: la presentazione del libro “Escartoun – La federazione delle libertà. Itinerari di autonomia, eresia e resistenza nelle Alpi occidentali”. Allora con Radio No Tav abbiamo pensato di intervistare Daniele di Tabor edizioni sul lavoro che fanno e sul contesto geopolitico che affrontano:

Successivamente l’unica cosa che potevamo fare era smontare, portare tutto in tenda e metterci dei vestiti asciutti in vista del freddo serale, riaggiornandoci al quarto giorno!

 

Giorno 4 – Domenica 30 luglio

Eccoci infine all’ultimo giorno del Festival… appuntamento in mattinata. Radio No Tav tra audio di archivio e nuove interviste fatte tra una scrosciata e l’altra la sera prima, mette in piedi un’oretta di racconto… qui abbiamo il montaggio:

Quando parte il second-stage abbiamo fatto già i preparativi di rito e ci apprestiamo a intervistare i gruppi, ma lo stand viene invaso da amici, salami di asino, cinghiale e maiale e dalle bottiglie di vino. Poi arrivano i Soundtruck, band torinese dedita ai pezzi celebri, colonne sonore dei film – quando suonano la loro versione di Jailhouse Rock di Elvis Presley, mezzo boschetto alle nostre spalle si alza in piedi per ballare – e li intervistiamo:

Tra una chiacchiera e l’altra arriva un nuovo acquazzone e, in contemporanea, i Babemalà… aspettiamo che spiova per evitare che il rumore della pioggia battente sul gazebo ci disturbi oltremodo l’audio dell’intervista, già messa a dura prova dai concerti, poi:

E, a coronare il nostro lungo lavoro al Festival alta felicità, arrivano Fausia e i Fratelli Tabasco, che nonostante non abbiano suonato assieme, l’intervista si, la fanno in combo… questa è la bella chiacchierata che ne è venuta fuori:

Eccoci quindi arrivati alla conclusione del nostro lavoro, quello più diretto e partecipato. Anche perché troviamo ancora le forze e il tempo di andare a registrare la presentazione del libro di Stefano Benni, intervistato dai No Tav. Bisogna però fare delle precisazioni. Intanto causa pioggia e lavoro accumulato, abbiamo perso i primi cinque minuti. Poi che Benni non è stato molto attento e, complice il terreno viscido, ha fatto qualche scivolone. Uno di questi è attorno al minuto 29′, quando si lascia scappare una similitudine non troppo felice (i modi per apostrofare uomo e donna sono ancora intrisi di sessismo, è un lavoro culturale lento ma che va percorso con le sue forzature… da Benni non ce lo aspettavamo, ma questo ci conferma che il percorso che abbiamo intrapreso nella stagione appena trascorsa è quello giusto, seguendo passo a passo il movimento Non una di Meno). L’altro, quando si scusa dicendo che ormai ha quasi 70 anni, non abbiamo bene capito perché ci tenesse a dirlo, ma sembrava dicesse che ormai è vecchio per essere parte attiva di un movimento. Non si sente bene perché non è stato utilizzato il microfono, ma dal pubblico si alza più d’uno a dire che proprio qui in Val di Susa c’è gente che nonostante i 70 anni li abbia già compiuti, a schierarsi a difesa del proprio territorio si è messo in prima persona: anche di fronte agli scudi e ai manganelli delle forze dell’ordine, sotto una pioggia di lacrimogeni, passeggiate nei boschi di giorno e di notte, sotto la pioggia o con il sole estivo alto nel cielo. Vabbè, se ancora vi interessa, è stato comunque uno show carino, Benni è un bravo intrattenitore:

E questo è quanto!

Ci teniamo però a ringraziare tante persone, tutte quelle che hanno partecipato alla costruzione e alla buona riuscita di questo festival… siamo stati davvero felici! In particolare Luca, Maurizio e Giobbe con cui abbiamo condiviso la postazione ad alta felicità radiofonica e la strumentazione, con cui abbiamo scambiato quattro giorni di chiacchiere e opinioni, con cui abbiamo già cominciato ad immaginare collaborazioni future! Grazie per la disponibilità anche a Edoardo e i tecnici del second-stage che ci hanno aiutato nei rapporti con i musicisti… Grazie perché ci siamo sentiti a casa!

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