Perché la questione ALITALIA di importanza nazionale per le ricadute economiche e sociali che avrà per il nostro Paese viene ignorata o mal raccontata dai media mainstream?

 Perché alla lotta dei lavoratori che in questi mesi si sono presi piazze e strade non viene dato spazio nei tg? Questo sono andati a chiedere le lavoratrici e i lavoratori Alitalia, insieme ai sindacati di base Cub e USB e ai comitati e associazioni di categoria ACC  e Navaid che da un anno si battono per il futuro della compagnia di bandiera, alla nostra emittente radiotelevisiva pubblica

 

  • contributi audio a cura di:  Eugenio – Assistente di Volo – ACC,  Anna Rita Russomanno – Rampista, Cleofe Tolotta – USB, Daniele Cofani – Operaio manutenzione – delegato CUB Trasporti

Alitalia conta 11000 dipendenti, 40000 lavoratori dell’indotto e ha una storia di 74 anni nel trasporto aereo che si vuole cancellare. Il piano del Governo e i vincoli dell’Unione Europea prevedono attraverso lo smembramento della compagnia, i licenziamenti di massa, la riduzione della flotta e la cessione del marchio, del nome, degli slot di Linate, la nascita una mini compagnia perdente in partenza che dovrebbe prendere il posto di Alitalia a fronte di un finanziamento pubblico di 3 mld.

 

E nel mentre si sta realizzando quello che i lavoratori denunciano da tempo: l’accaparramento delle rotte italiane da parte della concorrenza. Le Low Cost e gli altri vettori si stanno infatti prendendo il mercato aereo italiano soggetto all’attesa ripresa per la stagione estiva.
Come Radiosonar è da un anno che cerchiamo di fare da megafono alla voce dei lavoratori, perché l’alternativa al disastro c’è ed è un piano di vera nazionalizzazione e rilancio della compagnia proposto dai lavoratori e sostenuto da vari economisti ma di questo non se ne parla. In questi anni Alitalia ha visto privatizzazioni, cattive gestioni, profitti per imprenditori e affaristi, e al contempo venivano imposti sacrifici e licenziamenti ai lavoratori, in un contesto in cui le denunce di un’intera classe lavoratrice non sono state mai ascoltate. Ed in questo periodo di lotta intensa la vertenze si sta unendo a quella di altre categorie in crisi con le quali i lavoratori hanno condiviso e stanno condividendo piazze e rivendicazioni per rimettere la questione lavoro al centro del dibattito nazionale e fermare la svendita del nostro patrimonio industriale. Non è bastato prendersi piazza Venezia o arrivare in corteo non autorizzato sotto palazzo Chigi e le sedi dei  ministeri per essere visibili nei tg.

E mentre arriva la notizia della firma alla Camera in Commissione Trasporti per la nascita di Ita, i dipendenti lanciano le prossime mobilitazioni.

Venerdì affianco ai Lavoratori ex-Ilva al Mise, sabato sciopero del trasporto aereo e iniziativa a Fiumicino. La partita per una compagnia pubblica e unica è ancora in gioco, la lotta prosegue. Occorre rompere il silenzio rispetto ad una mobilitazione che sta con perseveranza riportando al centro gli interessi della classe lavoratrice e della collettività. Il silenzio è complice della distruzione di Alitalia!

A cura di Sara P.

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