il 15 settembre, ATAC E Comune di Roma vogliono sgomberare la Casa delle Donne Lucha Y Siesta.

A Lucha Y Siesta, vivono 15 Donne vittime di violenza e 7 bambini, ed è il Centro più importante della Capitale e della Regione Lazio.

La Casa e’ completamente autogestita e nata dall’esperienza di occupazione e rigenerazione di uno stabile di proprietà di Atac, attiva fin dal 2008 e radicata nel tessuto sociale del 7 municipio e della città.
Le Istituzioni locali, anzichè  salvaguardare e riconoscere l’esperienza, decidono di mettere in vendita l’immobile a causa del concordato preventivo per “evitare” il fallimento dell’azienda capitolina dei trasporti.

Il tribunale di Roma, richiede lo sgombero immediato e il distacco delle utenze entro il 15 settembre.

Ne parliamo con Angela di Lucha Y Siesta

il comunicato di Lucha Y Siesta:

Lucha y Siesta: Comune, Atac e liquidatrici chiedono sgombero immediato

Comune, Atac e Tribunale hanno deciso: la Casa delle donne Lucha y Siesta va chiusa tra pochi giorni. La gravissima decisione ci è stata comunicata ieri con una lettera che annuncia l’interruzione delle utenze per il 15 settembre e l’immediato sgombero dello stabile. È così che Comune, Atac e Tribunale vogliono decretare la fine di una delle esperienze socio-culturali più preziose in città, e la soppressione del Centro e della Casa rifugio per donne che vogliono uscire dalla violenza più grande di Roma e della Regione Lazio.

La brutale accelerazione delle procedure di sgombero, nonostante le inconsistenti rassicurazioni dell’ultimo anno, oltre a causare sconcerto e apprensione per il futuro tra chi vive nella struttura (15 donne e 7 bambini), fa supporre che esista già un acquirente.

Da una parte quindi, il Comune di Roma, che fa della violenza sulle donne una vetrina politica, sceglie la precarietà dei bandi e lo svuotamento dell’approccio femminista al contrasto di questo fenomeno senza tutelare la prevenzione, la sostenibilità dei percorsi di fuoriuscita e la cultura che lo alimenta. Dall’altra l’Atac, affogato dai debiti per una storica cattiva gestione, svende il patrimonio a favore dei soliti noti speculatori.

Dobbiamo pertanto mettere in conto che non solo le interlocuzioni avute si sono rivelate, alla prova dei fatti, solo bugie e manipolazioni, ma che questa città allo sbando è in mano a liquidatrici e a tribunali fallimentari.
La politica ha abdicato alla sua funzione pubblica per nascondersi dietro procedure giudiziarie e burocratiche, preoccupandosi come sempre degli interessi di pochi piuttosto che del benessere di milioni di persone che ci vivono.

Oggi viene presentato il governo della discontinuità ma noi da qui, Roma – Pianeta Terra – non registriamo alcun cambiamento se non ingiustizia, accanimento e la solita incompetenza e incapacità politica. Da Lucha y Siesta non ce ne vogliamo andare, perché è necessaria più dell’aria.

Le donne, attiviste e femministe della Casa delle donne Lucha y Siesta

#luchaysiestanonsivende

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