TRANSFEMMINONDA 7.33 – Trans Queer Liberation: sui nostri corpi e sulle nostre vite decidiamo noi
Domenica 31 maggio 2026. Corteo a Roma . Concentramento alle 17:30 in piazzale Aldo Moro
Il gruppo che ha coordinato l’organizzazione del corteo ha lanciato il manifesto politico del corteo.
Un manifesto in cui denuncia come, per troppo tempo, le persone trans, non binarie e intersex siano state utilizzate strumentalmente dalla politica istituzionale, dai movimenti legati alle destre e non solo, siano state feticizzate, mercificate e oggettivate sessualmente, relegate ai palchi dei pride e/o per esperimenti di laboratorio.
Questo sistema costringe infatti a vivere una vita sotto il controllo di tribunali e giudici che decidono cosa si possa o non si possa fare sui corpi, come ci si possa chiamare, come vivere nella società, a che genere si debba appartenere.
“Vogliamo – scrivono nel manifesto – …
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una nuova legge che sostituisca la 164 ormai obsoleta e non più attuale e che permetta il cambio anagrafico non con procedure giudiziarie ma con una procedura amministrativa per persone trans, non binarie e intersex con la possibilità del marcatore X oltre che F e M per chi lo richieda.
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l’abolizione di relazioni psicologiche e/o psichiatriche. L’accesso ai percorsi di affermazione di genere deve essere all’interno dei percorsi di salute pubblica, basato sul consenso informato e richiesto dal medico di base.
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personale medico che sappia astenersi da giudizi personali per agire con la stessa professionalità che viene usata per le persone cis.
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la garanzia all’accesso ai sospensori della pubertà in tempi adeguati, come avviene per persone adolescenti nei casi di trattamento della pubertà precoce. Non siamo disposti a farci utilizzare dalla politica del terrore per conquistare consensi tramite campagne ideologiche basate sulla manipolazione e il terrorismo psicologico.
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la proibizione di interventi non vitali su neonat3 intersex finalizzati esclusivamente a binarizzare e normalizzare tutti i corpi, garantendo invece l’autodeterminazione di ognun.
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la proibizione di terapie cosiddette “riparative”. Esse non sono altro che vere e proprie violenze legittimate anche per impedire alle persone di esprimere se stesse
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personale medico preparato nell’approccio e nella conoscenza del corpo di ogni persona trans, che sia in grado di agire in ogni momento per il benessere, la salute e la prevenzione.
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che sia riconosciuto il lavoro sessuale con le adeguate tutele
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Il manifesto chiede il ritiro immediato del ddl 2575
Ci servono farmaci e parametri di riferimento per le analisi, specifiche per i nostri corpi e percorsi di affermazione di genere come diritto inalienabile di ogni persona e attualmente riconosciuto solo a persone cis che non hanno bisogno certo di diagnosi psichiatriche per una plastica al seno, per intervenire sul proprio naso o mettere una protesi.
“Non vogliamo – dice ancora il manifesto – intermediari che hanno il potere di stabilire se siamo abbastanza “trans” per i loro canoni, o che scelgono arbitrariamente secondo loro pregiudizi.
Vediamo come le aggressioni alle persone trans, non binarie e intersex continuino proprio perché sono le stesse persone al governo, o vicine a quelle maggioranze, che scatenano campagne di odio nei confronti della nostra comunità e non solo a livello nazionale.
e conclude con … Non aspettiamo più. Siamo un movimento che non lascia indietro nessun3! Riconosciamo tutte le pluralità delle esperienze trans, non binarie ed intersex. Sappiamo parlare con forza, ma anche con cura. Il tempo delle attese è finito. Ci prendiamo lo spazio e la parola e non faremo passi indietro rispetto alle richieste per le nostre vite e i nostri corpi.”
TRANSfemmINonda 7.33 del 30 maggio 2026 – Trans Queer Liberation: sui nostri corpi e sulle nostre vite decidiamo noi
Brani musicali di Hellsy e Anafem