IL TRISTE REQUIEM PER UNA CITTÀ FERITA: In occasione dell’arrivo del Presidente Mattarella a Bergamo nasce un presidio di denuncia.

Mentre davanti al cimitero monumentale di Bergamo si consuma un triste requiem per le vittime dell’epidemia, lanciato nell’etere da un’altrettanto agghiacciante diretta su Rai1, viene da chiedersi che senso abbia tutto questo.

La provincia di Bergamo è ad oggi uno dei territori che ha registrato il numero maggiore di morti e contagiati da SarsCov-2 in tutto il mondo. Sicuramente il territorio che per primo in Europa ha mostrato la fragilità di un sistema sanitario impreparato ad un’ondata epidemica così forte.

Di fronte a tutto questo, le celebrazioni davanti al cimitero, alla presenza del Presidente della Repubblica, accompagnato dal Governatore della Regione Lombardia, suonano come un triste e maldestro tentativo da parte delle istituzioni, di metterci letteralmente una pezza. Peccato che l’effetto sia profondamente straniante, l’ennesima “piazza” blindata, ad esclusione di sparute rappresentanze di familiari delle vittime e di medici e infermieri, la cittadinanza viene esclusa e tenuta a debita distanza.

Ed è davanti al Municipio di Bergamo che già da venerdì mattina si son date appuntamento le bergamasche e i bergamaschi che non possono dimenticare i mesi tremendi appena trascorsi. Un presidio permanente, fino a domenica, per chiedere di essere ascoltati dal Presidente della Repubblica e per denunciare le evidenti responsabilità politiche che hanno portato la Regione Lombardia a un tale disastro.

Un presidio organizzato tra gli altri, da Eliana Como che da venerdì e fino a domenica è in sciopero della fame per chiedere con ancora più forza un incontro con Mattarella.

Le immagini del triste spettacolo in diretta su Rai1 dal piazzale del cimitero monumentale di Bergamo scorrono, alternate a immagini bucoliche che dovrebbero forse rappresentare la magra consolazione che si vuole dare a chi ha perso familiari e amici durante questi mesi durissimi.

Un territorio che è stato spogliato di qualsiasi diritto, primo tra tutti quello della tutela della salute, mai davvero garantito neppure durante le settimane più dure, quando a migliaia venivano ricoverati e troppo spesso non trovavano adeguata assistenza negli ospedali al collasso e in gran numero erano costretti in casa.

Troppi diritti negati, troppa smania di profitto ad ogni costo, in una terra che del lavoro ad ogni costo ha fatto le spese, forse molto più duramente di quanto ci si potesse immaginare.

Contributi dal Presidio di Bergamo





 

A cura di  Andrea Visconti

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