La lotta del coordinamento No Inceneritore di Albano

in provincia di Roma, inizia 15 anni fa con due obiettivi: evitare la costruzione dell’inceneritore e l’allargamento della discarica di Roncigliano, che da 40 anni inquina l’aria e l’acqua dei Castelli Romani.

Doris del coordinamento NO INC Albano

Viola della Rete Ecosistémica Roma

La discarica e’ stata chiusa a seguito di un incendio ( le cui cause non sono state mai chiarite) nel 2016, mentre la battaglia contro l’inceneritore è stata vinta definitivamente nel 2014.
A fine luglio, però, la sindaca Raggi ha deciso di riaprire la discarica di Roncigliano per sversare i rifiuti romani. Da quel momento, è ricominciata l’intensa lotta de* cittadin* e dei movimenti ambientalisti dei Castelli che hanno costruito un presidio permanente proprio fuori i cancelli della discarica che dura ormai tre mesi cercando di bloccare i tir in ogni modo.

Il 26 e il 27 ottobre l’Arpa (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) ha diffuso i risultati delle analisi sui campioni d’acqua prelevata dai pozzi della discarica e su quelli dei rifiuti arrivati da Roma. Si conferma la pesantissima contaminazione delle falde acquifere e la non conformità dei rifiuti sversati, come più volte denunciato dai movimenti ambientalisti dei Castelli.

Questa nostra esperienza di lotta ci ha insegnato ad andare oltre il nostro territorio, ci ha permesso di guardare chiaramente la crisi ecologica che sta dilaniando il nostro pianeta. Oggi un po’ ovunque si stanno mobilitando donne e uomini a difesa di territori aggrediti da un capitalismo economico finanziario sempre più spietato.

Il tema dei rifiuti è emblematico, soprattutto perché legato alle dinamiche della produzione e del consumismo.

La produzione industriale ha dei ritmi che la terra non può più sostenere: sfrutta un’infinità di risorse per produrre oggetti effimeri che si trasformano in rifiuti in poco tempo, oggetti pensati per essere consumati, gettati e ricomprati velocemente. La quantità di rifiuti cresce a dismisura, tanto che non si sa più dove metterli: una parte vengono inceneriti, altri finiscono in mare, altri nelle nostre discariche. La quasi totale mancanza di riciclaggio e riuso non fa che aggravare la situazione.

I potenti del mondo intanto si riuniscono in summit inutili come il G20 e la COP26 dove fingono di interessarsi al benessere del pianeta. Noi sappiamo bene che l’unica soluzione per salvare il nostro clima è ridiscutere radicalmente l’attuale sistema di produzione.

Il sistema capitalista è ormai insostenibile e sta portando il pianeta al collasso.

Questo breve ciclo di vita delle risorse sfruttate, che diventano rapidamente prodotto e poi spazzatura, serve solo a generare ulteriori profitti a beneficio di pochi già ricchi.

Per questo vogliamo creare un momento di formazione e confronto per legare la nostra battaglia contro la discarica di Albano ai movimenti globali per la giustizia climatica.

L’assemblea si terrà sabato 18 dicembre 2021 a Genzano

A cura di  Mari

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