Che la situazione nel campo di Moria a Lesbo fosse preoccupante era chiaro e non poteva essere diversamente

 Con l’accordo UE-Turchia, l’Europa era tranquilla. La Grecia ha accettato le briciole offerte per trasformare il suo territorio rendendosi responsabile di  respingimenti, abusi, e condizioni orribili nei campi che chiameremmo di concentramento, e non di accoglienza garantendo agli altri paesi europei che non varchino i suoi confini, che non arrivino negli altri paesi, che lì si fermino!!!

13.000 persone erano stipate in un campo che potrebbe accoglierne 2000.

Il 9 settembre l’incendio di Moria ha completamente distrutto la struttura. Il fuoco è durato a lungo. Moria, un villaggio di Lesbo il cui nome è diventato famoso non solo in Grecia ma in tutto il mondo, come essenza della barbarie umana. L’incendio a Moria come profezia auto-appagante. Il disastro assoluto – scrive Dimitris in un post –

Erano stati denunciati 35 casi di Covid 19 ma non si faceva nulla. Fin dall‘inizio si denunciava l’inadeguatezza della struttura ma il sovraffollamento è stato scelto in quarantena proprio perché non si vedesse quello che succedeva. Contro tutti i protocolli sanitari.

Lasciateli bruciare”, hanno scritto su Facebook alcuni abitanti dell’isola. E le 13mila persone che erano nel campo continuano a stare per strada. Nessuna soluzione è stata trovata.

Ma come poteva essere diversamente, nel momento che il governo stesso li tratta come fossero rifiuti umani? Quando la persona che dovrebbe occuparsi di loro, il segretario generale per i richiedenti di asilo, Manos Logothetis, dice: “La Grecia è sotto attacco. Se ci tireremo indietro, sembrerà che siamo stati sconfitti. Per questo, i migranti, dopo quello che hanno fatto, resteranno per strada, sotto gli ulivi, per quanto sarà necessario”? Parole da brivido da chi avrebbe il dovere di proteggerli.

L’ipocrisia europea parla di disastro umanitario, versa lacrime di coccodrillo e accoglie pochi minori non accompagnati, perché noi siamo l’estrema frontiera europea.

 

Il fascismo sta ingigantendosi in Grecia e le grida di dolore aumentano.

Chi lavora in modo solidale si sente dire frasi del tipo “prendeteli a casa vostra”, “loro prendono in sacco di soldi” e “ai greci senza tetto non ci pensate?” Frasi che non corrispondono alla realtà ma alla stigmatizzazione delle persone migranti che la destra cavalca 

Finito il programma europeo di accoglienza pochi mesi fa i riconosciuti profughi con le loro famiglie sono stati buttati in mezzo a una strada, anche ad Atene.

E non dimentichiamo la frontiera con la Turchia dove a marzo della povera gente è stata spinta verso la Grecia e quasi tutti i media hanno parlato di attacco alla patria, energumeni con il fucile in spalla sono arrivati da tutte le parti e due profughi pare siano stati barbaramente uccisi, cosa che naturalmente il governo nega, ma su cui ci sono testimonianze video.

Adesso l’estrema destra sta fabbricando delle foto false che mostrano dei migranti contenti col fuoco di Moria dietro, mentre le foto sono in mare, all’arrivo di profughi a terra. Morti annegati, respingimenti, morti assiderati alla frontiera con la Turchia, gente picchiata, denudata e mandata indietro senza documenti, tutto questo all’ordine del giorno,.

E’ vero. L’isola di Lesbo, il luogo dell’accoglienza, è diventata un inferno, un disastro, la vergogna dell’Europa.

Oggi, i figli dei profughi dei profughi di Smirne, vogliono veder bruciare i profughi di Moria, o vederli confinati su qualche isola deserta, come si faceva una volta con i Comunisti.

A cura di Marita – Transfemminonda

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