13 April 2020  /  Marita

Il testo che andiamo a leggere da TRANSfemmINonda è stato scritto da Rachele Borghi per il quarantesimo numero della rivista di critica antispecista Liberazioni.

Il testo è un estratto, rielaborato appositamente, del suo ultimo libro “Decolonialità e privilegio” (Meltemi, 2020).

Rachele Borghi è professora di Geografia all’Università Sorbona di Parigi, geografa queer, pornosecchiona transfemminista. Il suo lavoro si incentra sulla decostruzione delle norme dominanti che si materializzano nei luoghi e sulla contaminazione degli spazi attraverso i corpi dissidenti e militanti.

Il testo non si focalizza sul perchè sia importante non sfruttare gli altri animali, ma parla di come, specie in un contesto femminista, sia indispensabile essere inclusiv* rispetto alle persone umane che non si cibano di animali e derivati.

Non poter mangiare insieme significa escludere.

Non c’è femminismo senza inclusività e intersezionalità delle lotte.

La lotta antispecista è tra quelle più rivoluzionarie perchè va a scardinare il privilegio più occultato e meno indagato, quello di specie.

L’antispecismo è decolonizzazione perché, ci dice Rachele Borghi, a un certo punto bisogna mollare la presa e perché necessitiamo di distruggere i paradigmi e di costruire nuove coordinate per nuovi mondi.

Video performance di Rachele Borghi Norme eterosessuali, norme sacrificali

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