“Sono fiero di annunciare che sarò presto la prima persona a dire un vaffa… su “Rock’n roll Radio” della Gran Bretagna.

Allora, il mio scopo non è offendere, è fare spettacolo. Un po’ potrebbe essere educare, anche. Perché ,se spari, muore qualcuno. Se sganci una bomba, muoiono in tanti. Se picchi una donna, muore l’amore. Ma, se tiri un bel Vaffa…, non succede niente di male (Il Conte – The Boat that Rocked)

“Buongiornooooo a tutti e tutte, siete pront* per un pò di rock ’n roll? A seguire “Will not fade Away” degli anticonformisti, ribelli e maleducati Rolling Stones”, forse è proprio cosi che hanno esordito le trasmissioni di Radio Caroline nel lontano 28 Marzo del 1964, un’emittente  che trasmetteva tra le onde e i moti del mare, direttamente da una vecchia nave passeggeri danesi, la MV Fredericia.

L’idea di eludere – ed anche la prima – il monopolio inglese della BBC nasce da Ronan O’Rahilly che impose di trasmettere al di fuori del territorio britannico, in acque internazionali.

La genialità di Ronan arrivò a fare moltissimi ascolti fino a diventare una delle emittenti più ascoltate del Regno Unito, e non solo, per i format rivoluzionari e all’avanguardia proposti dalle parole e dalla musica proposte da giovani Dj.

Ma non ci volle molto che la Marine Offences Act, messa in atto dalla chiusura mentale del governo inglese, pose fine allo stabilirsi di Radio Caroline e altre radio pirata nate sulla scia di voler creare qualcosa di diverso, qualcosa che potesse protrarsi anche alle generazioni future.

Il periodo in cui si diffusero queste radio durò dal 1964 al 1967, troppo poco per far cambiare idea ad un mondo che viveva di “sola facciata”.

“Questa è Radio Caroline sul 199, la tua stazione musicale per tutto il giorno” ed è così che Chris Moore e Simon Dee ruppero il silenzio dell’etere ed è proprio così che i due dichiararono guerra e si ribellarono al conformismo governativo britannico, facendo crollare i vecchi palinsesti basati su notizie imposte e musica noiosa, che non faceva pensare, con la semplicità del rock e della pop music che cambiarono totalmente gli stili di vita e le modalità di ascolto di milioni di persone.

Il nuovo stile di trasmettere incontrava la British Invasion, una vera e propria età dell’oro per le nuove sonorità, le sperimentazioni musicali.

Ma la BBC continuava, con i paraocchi, a dare piccolissimi spazi alla musica Rock e, di conseguenza, ai nuovi artisti e ai giovani che, ogni giorno, cercavano di identificarsi e riconoscere il proprio posto nella società.

E “alla via” si trasmetteva tutto il giorno The Who, Beach Boys, Beatles e Rolling Stones, grazie all’uomo d’affari irlandese O’Rahilly e ai finanziamenti offerti da John Sheffield; i vari tentativi del governo inglese di far “tacere” i Dj di Radio Caroline furono vani, soprattutto il vero pioniere della comunicazione, il Dj americano Emperor Rosko, che per primo abbracciò questo nuovo progetto con il suo modo di parlare accattivante e stravolgendo ogni regola radiofonica.

Emperor Rosko diventò il Dj più amato dei sette mari e i numeri parlano chiaro: ogni giorno sette milioni di persone seguivano questi pirati!

Ma arrivati a venti milioni di ascoltatori in diretta, il 15 Agosto del ’67 venne applicata la legge di far chiudere le stazioni radio pirata, dichiarandole offshore, perché illegali. Tra le violazioni legislative più evidenti c’era quella di totale mancanza nella ripartizione dei diritti d’autore, che non venivano corrisposti alle band che ogni giorni facevano sognare milioni di ascoltatori. Ma questo era il male minore considerando che grazie a Radio Caroline, e a tutte le altre che si sono formate sulla sua scia, quelle stesse band diventarono famose e vendettero un numero maggiore di album.

Tra varie vicissitudini, Radio Caroline ha resistito ed è arrivata fino al 2017, ottenendo la concessione di trasmettere in AM..Radio Caroline diventa una radio comunitaria!

Che questa storia possa essere d’esempio a tutte e tutti quelli che hanno grandi idee, che vogliono portare avanti l’innovazione!

Riascolta lo speciale di Rockmania dedicato a Radio Caroline

A cura di  Nella Cinderella

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