A Roma, nel quartiere San Lorenzo,  si crea un altro vuoto: chiude l’esperienza culturale del Trecento Sessanta Gradi.

Ecco, il sorriso di Luca, appena entrati dalla porticina, guardando verso il bancone a sinistra, è sempre stato il marchio di fabbrica del 360.

C’è purtroppo poco da aggiungere, una notizia così ti taglia le gambe e ti fa sentire senza forze. Il 360, fuori da ogni retorica, è stato la casa di Search and Destroy Radio e di radiosonar.net, come la casa di chi, per anni, ha deciso di investire forze e risorse in quella che è la passione più bella del mondo, la musica, anzi la NOSTRA musica.


Non crediamo di aver incontrato una sola persona, tra le svariate dozzine che abbiamo conosciuto o che abbiamo continuato a frequentare lì dentro i due livelli del 360, che non abbia inteso e conseguentemente organizzato una serata in quel posto, principalmente come un’occasione per stare bene, per portare solidarietà, per divertirsi, per sorridere.
Ecco, il sorriso di Luca, appena entrati dalla porticina, guardando verso il bancone a sinistra, è sempre stato il marchio di fabbrica del 360. Una persona che ti fa prendere bene una serata lì dentro fin da subito, anche ben prima che inizino le danze al piano di sotto.
Luca e con lui tutto il resto dello staff, Michela e Paolo soprattutto, è stato il folle che ha appoggiato immediatamente la nostra idea della Strummer night concepita come l’avete vista e vissuta fino all’ultima edizione, il doppio palco sopra e sotto e un flusso di musica dal vivo ininterrotto, un fiume carsico che riemerge ed affonda nel suolo a momenti alterni e il cui andamento impetuoso si adatta bene a descrivere la scena del punk e del rnr a Roma nel XXI secolo.

Una scena vitale, poliedrica, consapevole, solidale, sicuramente autoreferenziale e contraddittoria, ma soprattutto onesta e spontanea.


Noi di Search and Destroy proviamo ormai da anni a descrivere e a raccontare questa scena, con rispetto e passione, e anche, con le nostre serate, a cercare di catturarne, per proporlo alla nostra maniera, il suo splendore oscuro, i cui riverberi sono gli stessi a cui i tuoi occhi si abituano quando scendi quelle scale e apri la porta a vetro per immergerti nel leggendario stanzone con il palco obliquo al piano interrato del 360.


Per noi è stato chiaro fin da subito, la scena romana senza il 360 non sarebbe stata la stessa e forse neanche noi: la nostra essenza è fatta di etere, ma fin dalla prima puntata che abbiamo trasmesso nella seconda vita di questa trasmissione, nel lontano 2013, abbiamo percepito forte l’urgenza di rendere concreto il nostro discorso, il nostro modo di intendere la musica, cercando un luogo fisico in cui poter proporre le nostre band preferite e sentire come casa: lo era il Sans Papiers e lo è stato per tutti questi anni soprattutto il 360.

Semplicemente Grazie

Non sappiamo come andrà a finire, e il nostro dubbio non riguarda solo il 360, con la scomparsa del quale Roma perde uno dei suoi più grandi, importanti, riconosciuti, autorevoli e coerenti poli aggregativi mai apparsi negli ultimi 40 anni, ma anche tutta la cultura dal basso, quella autoprodotta e indipendente, capace di incanalare la sovversione e la ribellione di tutti noi bestie arrabbiate e mai arrendevoli di fronte alla merda fascista che monta inesorabile nel nostro paese.
Sappiamo però che Luca, Michela e Paolo, che abbiamo imparato a frequentare ed apprezzare anche al di fuori del 360, sono di quelle persone speciali che ti fa bene conoscere.
Grazie, semplicemente, per quello che avete fatto e che siete stati per noi e per molti altri.
In bocca al lupo e tanto già lo sapete, S&D Radio sarà sempre con voi a supportarvi, qualunque cosa accada.

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