45 ANNI DALL’ASSASSINIO DI FABRIZIO CERUSO: PER IL DIRITTO ALL’ABITARE, PER UN’ALTRA IDEA DI CITTÀ

Il 45° anniversario della morte di Fabrizio Ceruso cade quest’anno in una fase ricca di tensioni, in cui ancora una volta tutti coloro che lottano per una città differente si trovano sotto attacco, minacciati da sgomberi e repressione.

Ormai da alcuni anni, le realtà territoriali della Tiburtina si sono impegnate nel mantenere ed attualizzare la memoria di Fabrizio.

Questo obiettivo viene perseguito legando le attuali problematiche della periferia romana alla grande battaglia del 1974 per difendere le case popolari di San Basilio sotto sgombero. Una difesa attuata non solo dagli occupanti, ma dalla Roma solidale.

Tra loro c’era anche Fabrizio Ceruso, ucciso da un proiettile della polizia.

Ne seguì la rivolta popolare che conquistò il diritto alla casa : da quel tempo Fabrizio è il simbolo di chi lotta per la casa.

  • intervista a Carla Ceruso sorella di Fabrizio:

La stessa violenta “guerra ai poveri” messa in atto con largo dispiego di mezzi e militari contro le famiglie occupanti di via Cardinal Capranica a Primavalle, sgomberate lo scorso 15 luglio. Durante quell’assedio centinaia di solidali di #RomaNonSiChiude,hanno affiancato gli occupanti esprimendo la propria rabbia contro lo sgombero e la mancanza di soluzioni degne.
Ciò è il frutto di un patto siglato per la mobilitazione del 22 giugno a difesa degli spazi sociali e delle occupazioni abitative, che il governo Salvini-Di Maio e la Prefettura vorrebbero sgomberare con la complicità di Comune e Regione.

  • intervista a Federico  di Asia-Usb:

Alla luce di questi eventi e delle nuove minacce che vengono già agitate per l’estate e i mesi a venire, è fondamentale riportare al centro dei nostri quartieri le battaglie di quegli anni e collegarle alla situazione attuale, con l’obiettivo di difenderci da sgomberi e repressione,di rivendicare il diritto alla casa e agli spazi sociali, per una città libera, aperta e solidale.

Per noi, la mobilitazione in ricordo di Fabrizio, così come quelle per Renato Biagetti (31 agosto) e Walter Rossi (30 settembre) che cadono nello stesso periodo, non è solo un dovuto atto di commemorazione, ma il modo per far rivivere la loro memoria nelle lotte attuali.

Vogliamo farlo a partire da San Basilio e dalla Tiburtina, solcata da tensioni sociali, deturpata da sale slot e abbandono, colpita da sfratti e sgomberi.
Una zona al tempo stesso attraversata da tante esperienze di organizzazione e autogestione che smentiscono l’immagine falsata di una periferia in mano alla criminalità organizzata e incline a cedere alle sirene della guerra tra e contro i poveri.

Realtà che si sono opposte agli sgomberi delle occupazioni di zona così come delle case popolari; che si battono contro gli sfratti per il diritto all’abitare; che rivendicano la riqualificazione sociale dei quartieri e l’autogestione del Parco di Aguzzano contro gli attacchi privatistici.

  • intervista a Vincenzo Miliucci dei comitati autonomi operai dell’epoca dell’omicidio di Fabrizio Ceruso
  • intervista a  Margherita Movimenti per il diritto all’abitare 

 

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