Il corpo è mio, decido io: Manifestazioni in Polonia, a Roma e nel resto del Mondo.

In Polonia in questi giorni con grandi manifestazioni, occupazioni di chiese, azioni, cortei il movimento è di nuovo in piazza a chiedere in modo molto chiaro e preciso così come in Argentina, ad Andorra e in molti altri paesi il diritto all’aborto libero, gratuito e sicuro, il diritto di scegliere, l’autodeterminazione.

E di nuovo è lo sciopero che ritorna come il 3 ottobre del 2016. Pioveva quel giorno e la marea invase le strade. Da quel giorno sono proprio gli ombrelli neri e rossi ad essere usati come simbolo di ogni manifestazione per il diritto all’aborto.

Strajk, lo sciopero, una pratica di cui il movimento femminista polacco si riappropria e risignifica fuori dai canoni tradizionali delle rivendicazioni legate alle vertenze nei luoghi di lavoro, diventa strumento prorompente di lotta, rimbalza in Argentina e diventa sciopero globale femminista e transfemminista l’8 marzo.

E il movimento in Polonia risponde ancora con uno sciopero due anni dopo nel 2018 quando il PiS (Law and Justice), il partito di destra al governo, cerca di nuovo di far passare la legge del divieto assoluto di aborto “Stop Aborcji”.

Dal 1993 la legge consente l’interruzione di gravidanza solo in caso di stupro, incesto o rischio per la vita della donna. Quello che questa nuova sentenza ha cancellato è il diritto all’aborto in caso di malformazione del feto.

Agli ombrelli si aggiungono le grucce da sempre simbolo insieme al prezzemolo degli aborti clandestini, il fulmine che sta a dire “vi colpirà la nostra rabbia” e quegli asterischi (cinque in una riga e tre sotto) che si traducono con un codice ampiamente condiviso con un Vaffanculo al PiS!

In Polonia all’interno del movimento anche una grande componente queer visto che le condizioni delle persone LGBT*nbQIAP+ peggiorano continuamente.

Il PiS continua ad agitare lo spettro della “ideologia LGBT”, “la piaga arcobaleno”, quel mondo che mette fortemente in discussione l’ideologia di “dio, patria e famiglia” che sta tanto a cuore e che va fermata prima che il sistema crolli, posizione che non fa che generare ulteriore violenza omofoba in tutto il paese

Rimandiamo all’interessante articolo e all’audio di Sbrock pubblicato su radio BlackOut e al video di Lilith Primavera, Hogre, Doublewhy che ci raccontano del graffiti spuntato proprio in questi giorni sui muri del consolato polacco a Roma

Cronache di queste giornate a Roma in cui il movimento della comunità polacca a Roma, Non una di meno e il Coordinamento delle assemblee dei Consultori del Lazio si ritrovano unite dal filo della lotta per il diritto all’aborto e all’autodeterminazione

28 ottobre

flashmob tra consolato e ambasciata della Polonia a Roma

Non una di meno e il coordinamento delle assemblee delle donne e delle libere soggettività dei consultori del Lazio sono parte attiva della campagna Obiezione respinta che afferma da tempo l’urgenza di garantire il personale necessario a garantire l’IVG negli ospedali e denuncia la gravità della situazione a partire dai dati dell’obiezione che arrivano all’85% nel Lazio e visto che non sono ancora stati predisposti i protocolli necessari alla somministrazione dell’RU486 nei consultori che, in questa fase della pandemia, se programmati per tempo, avrebbero e possono ancora alleggerire le presenze in ospedale e garantire quelle prestazioni territoriali necessarie e non più prorogabili.

30 ottobre

Blitz dellə attivistə del coordinamento per la riapertura immediata del consultorio di via Spencer 282 chiuso da circa un anno. Ascoltiamo il racconto dell’azione dalle voci di Alessandra, Graziella, Gabriella, Leonia 

e alle 17 di nuovo insieme in piazza del popolo in solidarietà con gli scioperi e le manifestazioni che continuano in Polonia. Sono Maria Brighi di Non una di meno e Carolina a raccontarci la piazza

A cura di  Mari TRANSfemmINonda

Sostieni RadioSonar - Alza il Volume.

Tramite questo comodo form potete sostenere le attività dell'associazione con il sistema digitale di PayPal.

oppure potete effettuare donazioni o tesserarvi effettuando un versamento sul nostro conto corrente presso Banca Etica

Inserire un codice di sicurezza.:
security code
Codice di sicurezza:

INVIA
 

Dopo aver fatto il versamento scrivete una mail a radiosonar@gmail.com in cui inserite Nome, Cognome, Indirizzo, Cellulare, Codice Fiscale e indirizzo di posta elettronica ed allegate copia del pagamento. La tessera O altro materiale informativo e/o promozionale verrà spedito tutto immediatamente via posta ordinaria.

 
commenta su facebook