Lavoratrici e dei lavoratori Alitalia: Ita compie un mese e non c’è nulla da festeggiare! Sacrificati diritti, norme e occupazione.

Ascoltiamo la denuncia di Maura, lavoratrice Alitalia, appartenente al Comitato Tutti a Bordo – No al Piano Ita.

Il 15 e il 16 novembre, ad un mese dalla nascita della nuova mini compagnia Ita Airways a capitale pubblico, i dipendenti della ex compagnia di bandiera hanno dato vita a due presidi sotto la sede Ita a Fiumicino. Presenti il Comitato Tutti a Bordo – No al piano Ita, le sigle sindacali di base Cub insieme ad Air Crew Committee e Usb.

Che non ci sia nulla da festeggiare nel passaggio da Alitalia a Ita è ormai noto a tutti. Una vicenda drammatica che si abbatte sull’occupazione e le casse dello Stato. Che testimonia, una politica incapace di agire, sottomessa ai dettami dell’Europa e che esprime, ormai da tempo, la mancanza di una visione industriale e di rilancio che riguarda non solo un settore strategico come questo, per un Paese a forte afflusso turistico, ma che riguarda l’intero tessuto produttivo, come dimostrano le tante vertenza aperte.

Come pretende Ita di decollare all’interno di un mercato in cui non vengono certo attesi i tempi della concorrenza?

Una compagnia che nasce con solo 52 aerei, di cui in un mese ne ha usati poco più della metà, che ha una sola destinazione continentale mentre i grandi vettori europei hanno aumentato le tratte intercontinentali dopo l’alleggerimento delle restrizioni contro il covid, che perde la continuità territoriale con la Sardegna, garantita ora da una low cost.

Ai migliaia di esuberi e all’assenza di un piano industriale che sta consegnando di fatto il trasporto aereo italiano alle compagnie straniere, si aggiunge una gestione da parte della dirigenza di Ita, nelle assunzioni del personale navigante, che non rispetta le leggi a tutela del lavoro.

Per tirare le somme, quel poco di personale Alitalia rientrato in Ita, corrisponde a circa 1900 dipendenti del ramo aviation che nonostante gli anni di esperienza perdono anzianità, CCNL (Ita si è avvalsa di un regolamento aziendale) e fino al 50% del salario.

Sono inoltre costretti a sottostare ad un periodo di prova nella nuova compagnia pubblica Ita, come un qualsiasi nuovo assunto. Alla mancata applicazione della normativa, in particolare l’articolo 2112 del codice civile (che regola e tutela il personale nella cessione di azienda e ramo di azienda) permessa da un decreto del Governo, si aggiunge una gestione dei rapporti col personale da parte della dirigenza, che non indugia ad usare toni ricattatori e intimidatori . Come testimonia una lettera che il presidente Altavilla ha inviato ad assistenti di volo e piloti, in seguito alle lamentele di una passeggera, consulente Ita, già consulente per la comunicazione in Alitalia ed in altre grandi aziende, alla quale è stato chiesto dal personale di bordo (come da regolamento) di stivare il bagaglio che non entrava nelle cappelliere.

Sindacati e lavoratori denunciano la gestione della vicenda da parte del management Ita che non sembra essere a conoscenza delle regole di bordo e delle norme contro il contagio da covid, per cui il personale di bordo non può maneggiare i bagagli dei passeggeri.

Intanto cosa succede agli altri 8500 dipendenti Alitalia in amministrazione straordinaria?

Tra cassa integrazione chi a rotazione, chi a zero ore, ritardi nei pagamenti e nessuna notizia sulle prospettive future, in attesa dei bandi di gara che interesseranno handling e manutenzioni, ci sono lavoratrici e lavoratori che non percepiscono lo stipendio da agosto ed un’amministrazione straordinaria sempre più assente. Nessun rispetto per chi questa azienda l’ha mandata avanti nonostante le amministrazioni fallimentari e lo sperpero di denaro che ha imposto sacrifici solo al personale.

In questo contesto lavoratrici e lavoratori continueranno la vertenza attraverso le iniziative di piazza e legali, e chiedono, attraverso una raccolta di 3000 firme, che non vengano siglati accordi senza la loro consultazione. Andranno avanti uniti per i diritti, il lavoro e per rivendicare gli interessi della classe lavoratrice e della collettività.

A cura di  Sara

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