Lavoro: Report dallo sciopero nazionale della Logistica e da quello del Trasporto aereo.

sabato 19 giugno a Roma manifestazione nazionale

Venerdì 18 giugno hanno scioperato le lavoratrici e i lavoratori di due settori strategici, dove ristrutturazioni aziendali, sfruttamento, precarietà e licenziamenti sono ormai norma.

  • contributi audio con: Sergio del Coordinamento provinciale SI COBAS Perugia, Daniele Cofani operaio Alitalia – delegato Cub Trasporti, Ruggero di ADL Cobas Treviso

Come sta diventando consuetudine la repressione e la violenza padronale contro i lavoratori organizzati che lottano per il lavoro e i loro diritti. La notizia dell’uccisione di Adil Belakhdim, coordinatore del SI Cobas di Novara, travolto da un camion che ha forzato il picchetto davanti ai magazzini della Lidle di Biandrate, dove i lavoratori erano in presidio, scuote tragicamente questa giornata.

 

Si muore sul lavoro e si muore perché si lotta per i diritti e la dignità, di fronte ai quali la macchina del profitto non si ferma.

Come se non fossero bastati i pestaggi da parte di guardie assoldate dai padroni dei magazzini alla Zampieri di Lodi e precedentemente quelli alla sede di San Giuliano Milanese, solo per citare gli ultimi gravi episodi.

Intanto le politiche governative subalterne ai dettami imposti dall’ UE e dal mercato a tutela di imprese e multinazionali, continuano ad agire indisturbate come avviene anche nel settore del trasporto aereo.

Ormai da tempo laboratorio di precarietà  e sfruttamento, contratti stagionali e licenziamenti di massa dovuti a privatizzazioni e ristrutturazioni aziendali susseguitesi negli anni e dove per fare gli interessi di low cost e grandi vettori stranieri, si sta cedendo il controllo dei cieli italiani e smantellando definitivamente la  nostra Compagnia di Bandiera.

Le ricadute sociali che secondo il piano del governo porteranno da Alitalia in amministrazione straordinaria alla nuova mini compagnia ITA che farà da navetta ai vettori stranieri, saranno pesanti.

Si parla di oltre 5000 esuberi tra i dipendenti Alitalia e molti altri nell’indotto che conta a oggi circa 40000 lavoratori. A questo si oppongono da mesi senza arretrare i dipendenti che chiedono una vera nazionalizzazione e un piano di rilancio in un settore redditizio come quello del trasporto aereo, che dovrebbe creare occupazione e ricchezza in un paese turistico come il nostro. Al contrario il prezzo delle crisi aziendali dovute a cattive gestioni (con tanto di rinvii a giudizio per imprenditori e amministratori delegati) viene sempre scaricato sui lavoratori che hanno subito tagli e peggioramento della condizioni lavorative. Durante lo sciopero di quattro del settore aereo-aeroportuale-indotto, indetto dai sindacati di base Cub Trasporti e Usb, al presidio presso l’aeroporto di Fiumicino erano presenti anche i lavoratori AirItaly, che ancora non sanno quale destino attende i 1400 dipendenti dell’azienda in liquidazione, in assenza di un tavolo di trattative con i ministri competenti.

Nella logistica i dipendenti della Fed-Ex-Tnt, multinazionale americana che da un giorno all’altro ha chiuso i magazzini di Piacenza mandando a casa 275 dipendenti, sono da mesi impegnati insieme al sindacato SI Cobas in una dura battaglia contro i licenziamenti e la repressione che attraverso fogli di via, multe e pestaggi cerca di soffocare la conflittualità in un settore dove il sistema dei subappalti rende lavoratori schiavi ed agevola la tassazione per le imprese.

Mentre i profitti aziendali legati al trasporto di merci aumentano, i dipendenti dell’intero settore lavorano in assenza di tutele, con salari al minimo e turni massacranti.

Per queste ragioni, contro licenziamenti, repressione, e un rinnovo contrattuale che in cambio di pochi spicci non crea nessuna miglioria delle condizioni lavorative, lo sciopero nazionale della logistica indetto oltre che dal SiCobas, dall’Usb, Adl Cobas e Cub e la manifestazione di sabato 19 giugno a Roma.

Perché se l’attacco del Capitale si fa sempre più duro, la conflittualità, l’unità e la consapevolezza della classe lavoratrice organizzata è l’unica ricetta per il contrattacco.

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