Tav:  siamo al 27 luglio 2019 durante il Festival Alta Felicità.

Alla passeggiata pomeridiana verso la Clarea minacciata dai progetti TAV c’eravamo in migliaia di persone, di tutte le età e dai luoghi più disparati del paese.

  • il commento di Anna del Movimento No Tav e attivista del Centro Sociale Askatasuna

Articolo a cura di Radio Notav

Digos e truppe in assetto antisommossa furono schierati contro un popolo che, con amore e allegria, ancora una volta percorreva i sentieri di una resistenza ormai trentennale.
Tentarono di fermarci con cancelli posti a sbarrare la strada, a chilometri dal cantiere.
Tutti ebbero modo di vedere il bosco insidiato dalle matasse di concertina israeliana, trappola mortale per ogni essere vivente. Tagliando quei cancelli e quel filo spinato liberammo il bosco e ci riprendemmo il diritto di libera circolazione verso la nostra baita sequestrata, nei terreni acquistati collettivamente ed espropriati in nome degli “interessi strategici” trasversali al partito degli affari.

Oggi, alle prime luci dell’alba è arrivata la rappresaglia. Carcere preventivo per Giorgio e Mattia, misure cautelari per compagne e compagni, scelti per provenienza ed età: le provocatorie misure-campione che colpiscono qualcuno per dare un messaggio intimidatorio a tutti.
Parallelamente,stamattina, con sorprendente tempismo, sui maggiori giornali nazionali è uscito l’elenco dei terreni espropriati in Clarea per “opere d’interesse strategico”: l’allargamento del cantiere TAV e la realizzazione dello svincolo autostradale di servizio.

Al gioco al massacro, proprio delle mafie di stato, il movimento NO TAV contrappone, come sempre, la lotta collettiva, lucida e irriducibile, forte della memoria del passato e del progetto di futuro, come chi non ha altro da perdere se non le proprie catene, ma ha un mondo intero da conquistare.
Libertà subito per Giorgio e Mattia, NO alle misure repressive per le compagne ed i compagni!

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