Il movimento femminista transfemminista e antipatriarcale globale chiede l’archiviazione del processo a carico di Vanessa e di Stop Violences

Abortire è un diritto delle donne e delle persone gestanti e la criminalizzazione dell’aborto è violenza di stato

Vanessa Mendoza Cortés è una psicologa e un’attivista per i diritti delle donne. E’ la leader dell’associazione Stop Violències, un’organizzazione per i diritti umani che lavora sulla violenza di genere, sui diritti sessuali e riproduttivi ed è l’unica associazione che spinge per la depenalizzazione dell’aborto in Andorra.

Chi ha partecipato alla Città Transfemminista e alla prima assemblea Transnazionale a Verona di marzo 2019 non può certo non ricordare questo nome e l’Andorra, l’unico paese in Europa in cui l’interruzione volontaria di gravidanza è reato per la donna che abortisce, per i medici che la praticano, per chi fa accompagnamento e chi diffonde informazioni “propagandistiche” sul tema.

Il 28 ottobre 2019, il governo dell’Andorra ha lanciato un’indagine penale contro Vanessa Mendoza Cortés, a seguito delle dichiarazione da lei rese in un documentario televisivo riguardante i diritti sessuali e riproduttivi nel paese e a seguito della presentazione di una relazione sottoposta da Stop Violències al Comitato delle Nazioni Unite sull’Eliminazione della Discriminazione contro le Donne (CEDAW) il 19 ottobre 2019. I capi di accusa ipotizzati sono quelli di “diffamazione a mezzo pubblicitario” contro il Governo, “diffamazione contro il co-principe” (ricordiamo che l’Andorra è uno stato retto da due co-principi: il vescovo della diocesi catalana di Urgell e il presidente della Repubblica francese), e “crimini contro le istituzioni” secondo il Codice penale andorrano. Come risultato Vanessa sta rischiando fino a 4 anni di carcere. Il 2 dicembre 2020 la Corte penale andorrana ha respinto la richiesta fatta dall’avvocato di Vanessa di chiudere questa indagine contro di lei.

Vanessa ha inoltre segnalato un’incessante campagna diffamatoria che è stata lanciata contro di lei da molti giornali andorrani e da alcune piattaforme social. Vanessa crede di essere sotto sorveglianza sia fisica sia digitale. Questo accade dopo che l’Andorra era già stata nominata nel rapporto ONU del 2020 sulle intimidazioni e rappresaglie contro chi coopera con le Nazioni Unite nel campo dei diritti umani e le era stato intimato di cessare le misure repressive sproporzionate prese contro l’associazione Stop Violències e la persona di Vanessa Mendoza Cortés.

Inoltre, Vanessa sta attualmente affrontando un’indagine di polizia in corso contro di lei, di cui ha scoperto l’esistenza l’11 novembre del 2019, quando la polizia l’ha chiamata in centrale per essere interrogata sul suo comportamento durante l’assemblea pubblica tenuta il 28 settembre 2019 (la conferenza alla quale ha partecipato anche Non una di meno Italia: un dibattito internazionale per l’aborto libero sicuro e gratuito). Quest’indagine di polizia è attualmente in corso, nonostante non ci siano stati ulteriori aggiornamenti sul suo status o progresso.

Front Line Defenders crede che la persecuzione giudiziaria e la campagna diffamatoria contro Vanessa Mendoza Cortés siano legati esclusivamente al suo lavoro legittimo e pacifico in difesa dei diritti umani delle donne e per richiedere la depenalizzazione dell’aborto in Andorra.

Il 16 febbraio Vanessa tornerà in Andorra (è stata costretta ad abbandonare il suo paese per la sua sicurezza) dato che ha ricevuto il mandato di comparizione per andare a dichiarare in tribunale il 17 febbraio: non è stata ancora processata, ma è imputata. Non permettiamo che l’arrestino!!

Per questo oggi, 16 febbraio, siamo con Vanessa Mendoza Cortés e con l’associazione Stop Violències per dire che

• Chi ci opprime non riceverà più il nostro silenzio

• La libertà di espressione è un diritto

• Criminalizzare chi difende i diritti umani è una violazione delle libertà fondamentali

• La violenza contro le donne e contro tutte le persone gestanti è violenza di stato

• Abortire è un diritto delle donne e delle persone gestanti e la criminalizzazione dell’aborto è violenza di stato

#avortarem

#Arxiveu_la_causa_contra_StopViolencies

#Arxiveu_la_causa_contra_Vanessa_Mendoza_Cortes

@governandorra, @fiscaliaandorra @xavier_espot_zamora @XavierEspot

A cura di  Mari e Francesca

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