Report delle mobilitazioni di settembre dalla voce dei protagonisti!

Lavoratrici e Lavoratori in agitazione contro macelleria sociale, attacco ai diritti e smantellamento della compagnia imposti da Ita.

Nel giorno in cui scade l’ultimatum imposto dalla dirigenza di Ita per gli accordi relativi al passaggio da Alitalia alla nuova compagnia, i sindacati gridano allo scandalo rispetto alle condizioni inaccettabili per la categoria e l’intera classe lavoratrice che Ita, in accordo con il governo, vorrebbe imporre e si riuniscono per un’ assemblea dei lavoratori sotto la palazzina della dirigenza Alitalia a Fiumicino.

La mobilitazione prosegue poi attraverso un corteo di auto diretto verso la sede Ita e che blocca e provoca rallentamenti in autostrada Roma-Fiumicino.

Quello che emerge è un solo imperativo: Il piano Ita va fermato!

Contributo audio di Daniele Cofani Operaio Alitalia – delegato Cub Trasporti e promotore del Comitato Tutti a Bordo, No al piano Ita!

Ita prenderà il posto di Alitalia il 15 ottobre ma è già fallita, come sostengono diversi economisti ed è ormai sotto gli occhi di tutti.

Una compagnia piccola con pochi aerei e che regala spazi alle altre compagnie non può essere in grado di competere. Ma dato che al peggio non c è mai fine, quello che il Governo Italiano sta inscenando in questo passaggio da Alitalia in amministrazione straordinaria alla nuova Mini compagnia a Capitale pubblico è un attacco al lavoro e all’interesse collettivo di enormi proporzioni.

Come può una compagnia a capitale pubblico decidere di uscire da Assaereo (l’associazione industriale di categoria) per non dover sottoscrivere il contratto collettivo nazionale?

Come può chiedere la candidatura attraverso il CV ai lavoratori del ramo volo (l’unico ad essere acquistato da ITA) che dovrebbero partecipare alle selezioni come qualsiasi candidato ex novo e rinunciare alla cassa integrazione, senza sapere a cosa andare incontro in termini contrattuali e retributivi con perdita degli scatti di anzianità, tutele e di una grossa fetta del salario?

Come può un governo emanare un decreto per permettere alla nuova Ita di comprare a prezzi stracciati solo “parti e beni di ramo d’azienda” che gli interessano, scaricando il personale e il costo di quello che resta sul groppone dei contribuenti?

Come può uno Stato investire 3 mld per licenziare, smembrare e rimpicciolire un’azienda, regalare spazi ai concorrenti, invece di investire e rilanciare un asset strategico e redditizio per un Paese turistici come il nostro?

Oltre 8000 posti di lavoro a rischio più gli altri dell’indotto senza garanzie future.

Il Governo e l’UE hanno deciso solo una cosa: Alitalia va fatta fuori, l’Italia deve rinunciare ad un asset strategico e redditizio per fare gli interessi delle altre compagnie straniere e in tutto questo il prezzo lo devono pagare lavoratori e collettività. E badate bene che se Alitalia è in crisi e in questa lunga agonia da anni, in cui le privatizzazioni e varie ristrutturazioni aziendali (iniziate nel 2008) che hanno portato alla perdita di oltre 10000 posti di lavoro ed esborso pubblico, non è certo per il costo del lavoro ma piuttosto per gestioni scellerate che hanno fatto gli interessi di quella classe dirigente e di quegli industriali molti dei quali rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta aggravata.

E oggi il governo con la nascita di Ita rende legittimo un modello di gestione delle vertenze immorale, illegale, ingiusto, dove il lavoro non ha nessuno valore ed è lo Stato stesso, non un padrone privato, una multinazionale, ad abbattersi con la mannaia sui dipendenti e a causare grosse perdite alle casse statali, oltre alla privazione di diritti acquisiti e senza tutelare i posti di lavoro, in barba alle leggi!

Mesi fa i sindacati di base e i lavoratori parlando del piano Ita lo definivano uno spezzatino e oggi si sta rilevando un macinato, specchio di un Paese privo di progettualità industriale, come vediamo in altri settori..

Quella di Alitalia oggi è una tra le tante vertenze aperte, da GKN a Gianetti moto alla Whirpool alla Tex print alla FedEx… Ed è per questo ancora più necessario impedire macelleria sociale, demolizione dei diritti acquisiti e distruzione di un asset così importante. È in ballo la difesa di tutte le lavoratrici e i lavoratori e la tenuta industriale del nostro Paese.

Non si può fare altro che insorgere e unirsi al grido dei lavoratori “Noi siamo Alitalia!” per difendere un patrimonio di tutti.

continueremo a seguire e raccontare la vertenza dei lavoratori e delle lavoratrici.

Per approfondire qui tre articoli interessanti:

https://ilmanifesto.it/ita-alitalia-il-governo-si-corregge-e-peggiora/

https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Alitalia-Almaviva-Ita-Palermo-7-settembre-tavolo-di-confronto-ministro-lavoro-Orlando-8-settembre-manifestazione-Palermo-9-settembre-sciopero-6c2f9b3d-def8-45ca-ad4d-a71e3f28902f.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/09/07/alitalia-bruxelles-non-ha-imposto-al-governo-di-rottamare-ilpersonale/6313052/

 

Aggiornamento sulla manifestazione tenutasi il 10 settembre, ore 10 da piazza del Popolo a piazza San Silvestro a cura dei Lavoratori e delle Lavoratrici Alitalia.

Questa mattina un corteo delle lavoratrici e lavoratori Alitalia  da piazza del Popolo si è diretto a piazza San Silvestro per un nuovo partecipato presidio.

Prosegue la lotta per Fermare il piano Ita!

Seguiranno aggiornamenti.

Contributo audio di Antonino Amoroso – Cub Trasporti

A cura di  Sara per Radiosonar.net

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