Denuncia delle lavoratrici e lavoratori dal fronte Alitalia

Il giorno 4 novembre viene approvato al Senato il “Decreto infrastrutture e trasporti” che attraverso l’articolo 7 cancella le tutele occupazionali, normative e salariali previste dalla legge 2112 del Codice Civile per quanto riguarda la cessione d’azienda e ramo d’azienda.

L’obiettivo è permettere ad Ita, azienda a capitale pubblico, di acquisire dalla vecchia Alitalia solo alcuni beni del ramo aviation (l’unico che passa alla nuova compagnia)

Scaricando di fatto i lavoratori e lasciandoli senza i diritti acquisiti, senza il CCNL, costretti a partecipare a selezioni come un qualsiasi nuovo candidato  e a rinunciare a una buona fetta dello stipendio. Un fatto molto grave che apre la strada ad una gestione delle crisi aziendali e relative cessioni aziendali e dei cambi d’appalto, basate sulla discriminazione e il ricatto ai danni del dipendente che di fatto, di fronte alla prospettiva di perdere il lavoro, viene lasciato solo a contrattare con la nuova amministrazione, senza le norme di diritto a protezione e garanzia.
Se un’azienda statale si avvale di questa procedura nelle assunzioni dei lavoratori, per giunta con diversi anni di anzianità e competenze acquisite in un determinato settore, cosa possiamo aspettarci da imprese private e multinazionali?

Intanto mentre viene approvato il decreto migliaia di lavoratrici e lavoratori di handling, manutenzioni, amministrazione e indotto non sanno quale futuro li attende.

Per ora l’unica cosa certa è che l’intera operazione che ha portato alla nascita di Ita ha comportato, in nome della discontinuità imposta dall’Europa e grazie al nostro Governo (e a quello precedente), perdita di un asset strategico, rafforzamento delle low-cost e dei grandi vettori europei all’interno del mercato aereo italiano, calo occupazionale, erosione dei diritti, ingente finanziamento pubblico senza un piano industriale di espansione e rilancio.

Insomma i dipendenti Alitalia sono i primi a pagare, ma il danno lo subisce l’intera collettività.

Non resta che unirsi all’appello delle lavoratrici e lavoratori Alitalia che nonostante il divieto di manifestazione, si sono incontrati, durante l’approvazione del decreto, per ribadire che la lotta proseguirà e che continueranno a convergere con le lotte in difesa del lavoro nei settori in crisi e in tutte le mobilitazioni contro le disuguaglianze e lo sfruttamento e contro le politiche di austerity e attacco padronale che le producono. Esprimono inoltre solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori Whirpool che stanno ricevendo oggi le lettere di licenziamento in seguito alla bocciatura del ricorso contro il licenziamento collettivo.

Rilanciano inoltre le prossime iniziative, saranno infatti presenti il 13 novembre a Napoli per la manifestazione unitaria indetta dal Comitato Disoccupati 7 Novembre.

Di fronte a questo duro attacco unire le lotte!

A cura di  Sara

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