13 March 2021  /  Mari e Akira, Arianna, Neal, Paola, Rebecca, Sara, Silvia, Teresa, Valentina

che colpisce l’ENI

In questa puntata di TRANSfemmINonda raccontiamo il percorso che ha portato al lancio della #sanzioneFUCKsia a Roma.

Lo facciamo con Teresa di NonUNƏdiMeno Roma, Akira e Sara di FridaysForFuture (FFF), Rebecca e Silvia di Extincion Rebellion (XR), Paola Min che ha proposto il laboratorio di qi gong in piazza, Neal che abbiamo intervistato subito dopo il cruciverba interattivo, Valentina che legge alcune poesie di Saffo, Blaga Dimitrova, Conan Hardy e Mizuta Masahide e Arianna di Animal Save.

Insieme ci fanno entrare nell’emozione forte, energica e potente che ha pervaso la piazza transfemminsita di Roma LOTTO marzo 2021.

All’inizio della manifestazione dell’8 marzo a Roma abbiamo dato vita a un laboratorio in piazza, un cruciverba dove le parole “la violenza non è amore” si sono intrecciate con intersezionalità, autodeterminazione e depatologizzazione, giustizia multispecie, climatica, riproduttiva e alimentare, decolonialità e antirazzismo, liberazione, trasgressione, ecotransfemminismo e rivoluzione. L’incontro di queste parole non è una forzatura, ma il simbolo di un’intersezionalità necessaria, di alleanze tra le oppressioni non più rinviabili che rafforzano i nostri movimenti. Femminismo, giustizia ecosistemica e multispecie, sono tasselli della stessa lotta contro ciò che il sistema capitalistico considera la “normalità”:il potere gerarchico tra chi agisce l’oppressione e chi la vive che diventa abuso e sfruttamento di tutti i corpi viventi.

Un filo che a Roma ha continuato ad intrecciarsi nella manifestazione contro il razzismo, il colonialismo vecchio e nuovo e tutte le discriminazioni, che ha continuato ad annodarsi nello sciopero globale transfemminista che ci vedrà di nuovo insieme il 19 marzo per lo sciopero globale per la giustizia climatica e poi ancora il primo aprile con la ribellione contro la finanza fossile

La prima delle #sanzioniFUCKsia colpisce l’ENI ma con regolarità si concentrerà su una multinazionale, un programma, un progetto …  con campagne di informazione e azioni per dare forza ed energia a una resistenza e lotta collettiva.

La pratica della sanzione viene mutuata dai movimenti di boicot che hanno sconfitto l’apertheid in Sud Africa e poi il BDS per l’affermazione del diritto del popolo palestinese alla fine dell’ occupazione, dell’assedio e delle politiche di apertheid di Israele.

La prima #sanzioneFUCKsia colpisce l’ENI, la multinazionale che meglio di qualunque altra sa tingersi di verde, macchiarsi di rosso, e cospargere terra e aria delle sue scie nere. Oltre ad essere la più grande azienda italiana a partecipazione statale operante nel settore fossile, Eni, è anche la più restia alla riconversione, 30esima nella lista delle 100 aziende che hanno emesso il 71% di gas climalteranti dal 1985 ad oggi a livello mondiale, responsabile di devastazioni ambientali abissali, da sembrare irreversibili dal delta del Niger in Africa al golfo di Gela, in Sicilia.

Chi distrugge, sfrutta, abusa, desertifica, mercifica, schiavizza e agisce il TERRICIDIO DEVE smettere di farlo e riparare i danni già causati

I piani di Eni ci vincolano ancora per decenni a un modello di sviluppo terricida, monopolio delle grandi compagnie, che opprime e sfrutta i popoli, i territori,  gli animali umani e non, la vegetazione  in nome del profitto e del perpetuarsi di questo sistema capitalista eteropatriarcale.

Rete Ecosistemica Roma

Non c’è giustizia climatica, senza giustizia sociale e di genere.

Non una di meno, non un grado in più

TRANSfemmINonda del 13/03/2021 – Roma lancia la prima #sanzioneFUCKsia

Gorillaz, Rhinestone Eyes

ILs ont peur de la liberté keny Arkana

Vegano tollerante di Valentina Rubini

 

Disponibile su:

 

 

 

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