12 February 2022  /  Mari, Elina, Romina, Benedetta

Si continua ad affrontare il tema violenza come un tema emergenziale ma sappiamo che è sistemico e strutturale. Bisogna decostruire la cultura patriarcale e cisessista. Bisogna intervenire su tutti i piani della società non per migliorare e riformare ma per modificare radicalmente i pilastri su cui si fonda

Seconda puntata di TRANSfemmINonda dedicata allo sciopero dell’8M in tutte le sue articolazioni. La scorsa settimana abbiamo parlato dello sciopero della produzione con le compagne del tavolo lavoro e welfare e oggi parliamo delle ragioni dello sciopero contro la violenza patriarcale di genere

Ne parliamo con

  • Elina Chauvet, messicana, architetta e artista. Il suo percorso artistico ruota intorno all’artivismo e al femminismo ed è da questo sguardo che interroga i processi sociali e la violenza di genere: è sua la creazione dell’istallazione pubblica “Zapatos Rojos”, conosciuta ormai in tutto il mondo e anche in Italia come le scarpe rosse. Scarpe rosse è un progetto di arte femminista che visibilizza la violenza e cerca un cambio culturale profondo per creare società più sane. Proprio l’8 Marzo del 2017 la sua installazione è stata replicata a Roma, in Italia e ha partecipato invitata dal Collettivo FERRO+ del Teatro Tor Bella Monaca alla mostra MEMORIA COLETTIVA. Elina e Romina denunciano l’ppropriazione indebita attuata proprio qui in Italia da un gruppo di uomini con incarichi istituzionali che hanno agito un vero e proprio estrattivismo culturale per altro svuotando il significato originale dell’opera di Elina.

  • Romina Tassinari, artista visiva argentina, transfemminista collega e sorella di Elina nel modo di concepire la funzione sociale, dinamica e partecipativa del arte.
  • Benedetta Ziliani attivista, che interviene in quanto partecipa al tavolo nazionale contro la violenza patriarcale di genere e all’aggiornamento e all’analisi dei dati dell’Osservatorio femminicidi transcidi e lesbicidi di NUDM

Come tavolo contro la violenza patriarcale di genere e percorsi di fuoriuscita affermiamo l’importanza dello sciopero perché stretta è la connessione tra violenza e sciopero come strumento di lotta.

Dall’inizio dello scorso anno l’osservatorio su femminicidi, lesbicidi e trans*cidi di Non una di Meno  registra costantemente giorno per giorno la stessa dolorosa lista con i criteri che ci siamo datə . Non solo donne uccise ma anche figliə, persone che sono intervenute per cercare di fermare l’assassino, persone che trovano nel suicidio l’unica via d’uscita ad un sistema che opprime e marginalizza . E ci siamo datə questi e altri principi, e continuiamo ad interrogarci, perché ben sappiamo quanto la radice di tutti queti atti violenti sia sempre la stessa e si trova nel sistema patriarcale.

E contro questo sistema l’8 MARZO scioperiamo

Lo dobbiamo fare per i CAV a cui i soldi non arrivano, che sono sempre insufficienti per il numero di donne che a loro potrebbe riferirsi. E lo dobbiamo fare anche per i CAV che ancora non esistono, quelli per tutte le altre soggettività che non trovano accoglienza in sportelli di ascolto, centri antiviolenza e case rifugio. Non si può fare un piano contro la violenza patriarcale senza includere tutte le soggettività che la subiscono e che sono escluse, marginalizzate, patologizzate, psichiatrizzate, violentate, discriminate, e uccise proprio per il loro genere “non conforme” alle norme imposte

Non si può neanche presentare cosa che invece è stata fatta, un DDL SU PREVENZIONE E CONTRASTO DELLA VIOLENZA DI GENERE E DELLA VIOLENZA DOMESTICA senza prendere in considerazione le indicazioni della rete D.i.Re, senza fare una lettura della realtà con una visione transfemminista

Nella presentazione, ci hanno venduto il ddl come qualcosa di innovativo e il messaggio più volte dato è che le donne non sono sole perché le istituzioni ci sono. Solo l’indipendenza economica può aiutare davvero nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza per ricostruirsi un’esistenza libera e autodeterminata.

#8Mscioperopertutt

 

TRANSfemmINonda del 12/02/2022 – 8M è sciopero contro la violenza patriarcale

Canción sin miedo, l’inno femminista di Vivir Quintana nella sua versione in sardo.

Lagrimitas. In questo brano Susy Shock unisce me duelen tu lagrimitas di Diana Sacayán (attivista trans uccisa nel 2015) con il Canto di Miss Bolivia. Fa parte della compilation “Buena Vida y poca vergüenza”. Susy Shock è una cantante e scrittora argentina, attivista nel gruppo Futuro trans e del fronte per la legge di identità di genere in Argentina.

Ahora di ketekalles, un gruppo di donne nato nel 2016: hanno iniziato a afare concerti negli spazi sociali, sono trasgressive, e offrono strumenti come loro si presentano per resistere al sistema e costruire alternative.