Disco nuovo con un titolo che evoca lotta e orientalismo: “Sumo”

di Parco Indipendente

A distanza di due anni da  “Un Incubo Stupendo”, tornano a cavalcare le classifiche di canzoni allegretristi gli abruzzesi di costa Luca Romagnoli e Marco Di Nardo in arte Management. Hanno accorciato il nome d’arte togliendo “Del Dolore Post Operatorio” e si sono tranquillizzati emotivamente e musicalmente, donandoci un disco con un titolo che evoca lotta e orientalismo: “Sumo” e che rimanda a quel Giappone dimenticato, legato alle tradizioni, ma che si fa moderno richiamando un immaginario di manga e anime molto cari alle nuove generazioni.
“Sumo”, nome proprio di lotta e tradizione, appunto, che incarna perfettamente i nuovi Management, meno incazzati ma ugualmente arrabbiati, con la stessa determinazione dei mastodontici lottatori della disciplina da loro citata.

Copertina dell’album semplice, asciutta, direi disciplinata con il cerchio rosso su sfondo bianco che ricorda la bandiera del Giappone, ma con la Luna, di rosso vestita, al posto del Sol Levante.

E si parte con “Avorio”, primo brano tristefelice tra abbandoni e sorrisi affogati, ricordi felici per mancanze tristi da andare a cercare per sopravvivere come fa un elefante con le sue zanne. “Sumo” canzone che dà il titolo all’album, che evoca profumi che fanno affiorare ricordi, (tema ricorrente nel lavoro dei Management) e che, come vuole la disciplina da loro citata,sono precisi e rigorosi perché la lotta come il gioco è una cosa seria. Il terzo pezzo è il singolo che è uscito prima del release album, è la più dolorosa da ascoltare per Parco Indipendente, racconta di lividi e diffidenza, di assenza d’emozioni e occhi gonfi, di maltrattamenti infami e di vestiti a lutto ma anche di uno sguardo di speranza. “Come la luna” è un monito e un atto di determinazione molto forte. Bellissima.

Fortunatamente il brano che segue “Chiara scappiamo” racconta di un ragazzo e una ragazza felici nello stare insieme, ma con tutta la pesantezza del mondo moderno pieno di conflitti a bassa intensità, nascosti dai media. Nonostante l’apparente leggerezza è di una potenza deflagrante per tutti gli uomini e tutte le donne.La traccia che segue “ Per i tuoi occhi tristi” canta di lasciti e domande, fino a scomodare gli alieni e l’immortalità, e con il cuore in fiamme si chiede un’infinità di Chissà senza risposte, alla ricerca di quegli occhi tristi. “Forte forte” narra tutto l’amore che ci sta, la protezione e la capacità di difendere le persone amate che a volte abbiamo, ma che non sempre è efficace o necessaria: a volte la salvezza sta nell’io e non nel noi.

Ricordi viscerali e attese per la sopravvivenza in “La notte nelle vene” brano profondo, con sound avvolgente e piacevole, per raccontare un bisogno sfacciato di lei e tutto il corpo attende la salvezza. Prati, alberi e pioggia conquistano un posto speciale all’interno di Parco Indipendente e in questo brano sono presenti e si vedono addirittura. Semplificazioni semplici e banali e a tratti scontate, ma sappiamo benissimo che non è mai “Soltanto acqua”,elemento fondamentale per la vita, e anche lei per lui è fondamentale, perfino il mare si semplifica senza di lei. Il brano ricorda sensazioni estive e malinconie invernali.

Chiude l’album, suonato magistralmente da Marco “Diniz” Di Nardo, “Sessossesso” che alleggerisce e ci riporta ai Management scapestrati e arroganti di qualche album fa. Canzone perfetta per chiudere un album di speranza, dolore, amore e sesso appunto. Bellissimo dunque l’ultimo lavoro dei ragazzi di Lanciano che ci facilitano lo speakeraggio accorciando notevolmente il loro nome, ma la mano dei Management rimane sempre quella che conosciamo: a volte carezza, a volte pugno.

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