24 March 2021  /  Anna Maria Bruni

Dopo il 23 febbraio, “anniversario” della chiusura dei teatri, i lavoratori dello spettacolo dal vivo tornano in piazza nella data in cui Franceschini avrebbe dato il via alla riapertura. Ma senza una riforma strutturale del sistema, la riapertura è possibile solo per i teatri nazionali sostenuti dal FUS.

L’Unesco ha eletto il 27 marzo a “Giornata mondiale del teatro”, come fa di solito quando l’attenzione su un tema è alzo zero. E in effetti in Italia è così: dopo un anno di mobilitazioni continue, la richiesta di un tavolo interministeriale e di una conseguente riforma strutturale del settore sono al palo.

Per questo il prossimo 27 marzo la mobilitazione sarà di nuovo nazionale, anche se costretta ancora a dividersi nelle diverse città. Ma a Roma abbiamo deciso di esagerare: saremo in piazza anche il 26 marzo, e ci saremo con i riders, i precari della scuola e i lavoratori della logistica, sempre più convinte e convinti che una lotta che trasformi in modo strutturale il mondo del lavoro non può che essere intersezionale.

Gli appuntamenti: il 26 marzo alle 11,30 a piazza Barberini, a un passo dal Ministero del Lavoro, e il 27 alle 14 davanti al Teatro Argentina, per dare voce a tutti quegli spazi culturali che non avrebbero comunque riaperto in questa data nonostante i proclami del Ministro, e a tutti i lavoratori e alle lavoratrici che non avrebbero ripreso a lavorare.

Primi fra questi gli spazi occupati che tanta cultura hanno prodotto nei territori, e fra questi quelli sgomberati. E’ il caso dell’Ex Lavanderia al S. Maria della Pietà, una presenza decennale fatta di accoglienza e condivisione, il cui spazio teatro al secondo piano del padiglione ha significato “trovare casa” per tantissime artiste ed artisti che non avrebbero avuto la possibilità di provare i loro spettacoli altrove.

Ce lo racconta Elisa Bongiovanni, attrice e animatrice di quel luogo, a cominciare proprio dalla sua esperienza personale. Insieme a Giada Parlanti, anche lei attrice e regista, proprio lì hanno potuto realizzare lo spettacolo di cui ci raccontano nello spazio del programma dedicato al lavoro artistico: “Se il nonno diventa un gatto”, realizzato nell’anno del centenario della nascita di Gianni Rodari, andato poi in scena nella sala Mosaico del Teatro Vascello a Roma. Un’occasione, anche questa, come dicono le autrici, per tornare a immaginare quello che non c’è. Ancora.

Per firmare l’appello per l’uso pubblico e culturale del S. Maria della pietà potete scrivere a info@campagnasipuòfare.it

Gli organizzatori delle mobilitazioni del 26 e 27 a Roma ci tengono a precisare che i PRESìDI SONO AUTORIZZATI DALLA QUESTURA, e si può partecipare senza il rischio di incorrere in una multa. Sull’AUTOCERTIFICAZIONE va scritto: “Partecipazione a manifestazione statica autorizzata, ai sensi dei dpcm 3/11/2020 e 2/3/2021, con chiarimento dalla circolare del viminale n. 15350/117/2/1 del 6 marzo”. PER INFOhttps://www.facebook.com/autorganizzatispettacoloroma

Disponibile su:

 

 

 

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